aggiornato
il 24 maggio 2006
Giuseppe Cederna:
la febbre del
viaggio
di Luciano Minerva
“L’impressione
che hai quando lo incontri è che sia sempre in viaggio.
Sarà che la sua immagine è legata a film come “Marrakech
Express” e “Mediterraneo” e ai suoi personaggi
alla ricerca, di un luogo innanzitutto (in “Mediterraneo” è l'attendente
Antonio Farina, che si ferma sull’isola, per amore). Ma
in quei personaggi c’è anche tanto del Giuseppe
Cederna curioso, irrequieto, capace sempre di meravigliarsi e
andare avanti in una ricerca che non finisce mai. A Udine, dove
era per il Premio
Terzani, recitava un suo monologo, “La
febbre”, dell’americano Wallace Shawn, sulle contraddizioni
laceranti dell’occidentale alle prese con l’Africa
e con la fame e la violenza nel mondo preceduto dal video di
un altro suo viaggio in Kenya, Sudan e Somalia. Giuseppe non
viaggia
mai
solo
per
sé, viaggia per raccontare, per collegarci ad altri mondi,
ad altre visioni del mondo. E il racconto che ne scaturisce ha
vari livelli di lettura possibili, dalla superficie alla profondità (o
dalla pianura alla cima delle montagne, se preferite). E così i
temi di quest’intervista, realizzata nel piazzale del Castello
di Udine, nel punto più alto della città, assumono
anch’essi la forma di un viaggio, con deviazioni, ritorni,
soste, flash-back, i libri per compagni e per guide.
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