pubblicato il
4 maggio 2005
Giorgio Bocca
di Silvana Pepe

Nato a Cuneo nel 1920, Bocca ha partecipato alla evoluzione del giornalismo
italiano a partire dal primo dopoguerra in cui si occupava di cronaca. Avendo
partecipato alla guerra partigiana nelle formazioni di Giustizia e Libertà ha
poi mosso i primi passi, nell'immediato dopoguerra, nel foglio dell'omonima organizzazione,
a Torino.
Successivamente, le sue cronache hanno dovuto tener conto della Guerra Fredda
e delle sue ripercussioni interne, che crearono un clima di tensione non indifferente
anche in Italia. In seguito, Bocca è stato un testimone e un lucido
narratore del cosiddetto "Boom" degli anni Sessanta, a cui ha coniugato
inchieste sociali e servizi di vario tipo. Naturalmente, Bocca ha anche attraversato
i momenti difficili del giornalismo degli anni Settanta, sottoposto al ricatto
terroristico (numerosi giornalisti furono infatti assassinati), e lacerato
da rivendicazioni sociali nonché dall'imperante crisi economica.
Le tappe della sua carriera sono queste: redattore alla "Gazzetta del
Popolo", nel 1954 è a Milano all'"Europeo", poi inviato
del "Giorno" di Enrico Mattei diretto da Italo Pietra. È stato
nel 1975 tra i fondatori di "Repubblica" e, oltre all'attività di
editorialista sul quotidiano, tiene sull'"Espresso" la rubrica "L'antitaliano".
Recentissimamente, ha trovato nuovi spunti polemici nei confronti della Rete,
a cui ha dedicato controverse analisi.
Per le reti Fininvest, a partire dal 1983, ha ideato e condotto una serie
di programmi giornalistici: "Prima pagina", "Protagonisti", "2000
e dintorni", "Il cittadino e il potere". È stato anche
opinionista di "Dovere di cronaca" e "Dentro la notizia".
Nel 1989 ha condotto, per Canale 5, un'inchiesta giornalistica sul terrorismo
italiano e internazionale degli anni '70-'80 dal titolo "Il mondo del
terrore".
Come storico e testimone del proprio tempo ha pubblicato con Mondadori numerosi
saggi, tra i quali: "Storia dell'Italia partigiana", "Palmiro
Togliatti", "Il provinciale", "Il viaggiatore spaesato", "Voglio
scendere!", fino al più recente "Il secolo sbagliato".
Giustamente, una scheda-profilo di Rai International, lo definisce così: "A
81 anni, Giorgio Bocca è ancora un feroce opinionista politico ed economico.
Il suo orrore nei confronti dei falsi traguardi e di chi promette un fittizio
benessere non sembra addolcirsi, o trovare risposte che lo rassicurino. Si
scaglia con forza ed un pizzico di fatalismo contro la malattia nascosta dal
panno bianco della globalizzazione, che spogliata della sua bella superficie
rivela il serpeggiare di interessi messi in moto da una potente ed incontrollabile
macchina economica. Auspica, affinché si affaccino dei sintomi di ripresa,
un ritorno del pensiero politico".
tratto da Biografieonline |