pubblicato il
24 gennaio 2008 John
Berger: maestro di sguardi
di Luciano Minerva

Dialoga e ragiona sempre a partire dalle immagini John Berger. Perché saper
guardare, saper vedere, usare la raffinatezza della vista e metterla in relazione
con gli altri sensi è la qualità di cui è maestro. Lo testimoniano
i titoli di alcuni dei suoi più bei saggi: “Questione di sguardi”, “Sul
guardare”. Narratore, saggista, sceneggiatore cinematografico, disegnatore,
pittore: uomo a più dimensioni, tutte quelle necessarie per ascoltare
e narrare storie. Così l’incontro con il pubblico al Festivaletteratura
di Mantova, nel dialogo con la sua traduttrice Maria Nadotti, parte da un quadro
di Velasquez, un ritratto di Esopo di cui Berger ha scritto. Narrare è tramandare, è far
proprio un racconto trovando la voce giusta, e quell’Esopo in cui si può indovinare
la funzione di “postino”, di chi porta a destinazione le storie fa
al caso di Berger.
A Mantova, oltre all’incontro-dialogo, Berger ha anche letto, insieme all’attore
Giuseppe Cederna, un breve racconto dedicato a Bologna, “La tenda rossa
di Bologna”. Ne offriamo, nel nostro video, alcuni brani, che sono esempi
concreti di quelle stesse idee che Berger sostiene sul guardare e sul narrare.
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