pubblicato
il 24 gennaio 2006
| Video |
Intervista 2005, San
Cristobal de Las Casas
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Hermann Bellinghausen: Chiapas, scelta
di vita
di Luciano Minerva

“Che diritto abbiamo a contemplare negli altri
quello che loro non vogliono mostrare?
Credo nessuno. Si
corre il rischio di farli vergognare e trasformarci in
esseri feroci. Con il passare del tempo ci addestriamo
a compensare
il difetto ma per salvaguardare la salute mentale cerchiamo
di non fissare
troppo l'altro. “
In questo brano di Aire libre Hermann Bellinghausen
descrive al meglio l’imbarazzo
di chi, per professione, entra
nelle case, e negli animi, degli altri, per cercare di
raccontarne la vita quotidiana, il loro modo di essere.
E’ questo
che lui fa da anni per il quotidiano messicano “La
Jornada” e per il suo prestigioso supplemento
mensile Ojarasca ,
che lui stesso ha fondato (vi collabora, fra gli altri, John
Berger).
Il Chiapas, e in
particolare le zone autonome governate dagli zapatisti, è la
regione che conosce come pochi, quella che racconta giorno
per giorno e in cui non smette mai di scoprire i dettagli
di ciò che resta e si tramanda, e di ciò che
muta. Quando è lui dall’altra parte, ad essere
intervistato, con una troupe che entra in casa sua, la discrezione
dell’osservatore
si trasforma in protezione dell’osservato.
Convincerlo
ad essere lui al centro non è facile, lo studio
di casa sua resta riservato, come il suo atteggiamento
nelle
prime risposte.
E combinare la sua attività di scrittore
e poeta (purtroppo non ancora tradotto in italiano) con quella
di giornalista, cercando intrecci e rimandi dai suoi testi
letterari, è altrettanto delicato e difficile.
Ma è proprio
questa combinazione, questo usare la penna e l’occhio
del narratore nella quotidianità, che ci ha colpito
nella sua scrittura, e che è al centro della nostra
intervista.
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