Zygmunt Bauman:
il teorico della società liquida di Luciano Minerva
Sembra un signore d’altri tempi, Zygmunt
Bauman, elegante, affabile, cortese. Al termine dell'incontro con i lettori al
Festivaletteratura di Mantova, si alza, risponde sorridendo all’applauso
caldo del pubblico, si avvicina alla moglie seduta in prima fila e quasi in un
inchino la bacia sulla fronte. Lei sfuggì alla persecuzione nazista vivendo
l'esperienza del ghetto di Varsavia, lui fuggendo dalla Polonia in Unione sovietica. «Da
Janina – scrive – ho imparato che la 'neutralità' rispetto
ai valori è, per quanto riguarda le scienze umane, non solo una vana speranza
ma anche un'illusione assolutamente inumana: che fare sociologia ha senso solo
nella misura in cui aiuta l'umanità nel corso della vita.»
Per questo le sue analisi della società, che in questi anni si
sono incentrate sul tema della globalizzazione, hanno sempre al centro la questione
etica, la dignità della persona umana. Dall'alto dei suoi ottant'anni
descrive con lucidità, ironia e meraviglia un mondo in cui tutto è diventato
liquido, così diverso da quella struttura su cui per decenni si erano
incentrati la sociologia e la politica. «E' come se stessimo al nostro
posto in un aereo, con una voce che dalla cabina di pilotaggio ci dice che va
tutto bene, ma questa voce è registrata e in cabina di pilotaggio non
c’è nessuno.» E’ una delle numerose metafore di cui
si serve per rappresentare la condizione umana all'avvio di questo secolo, in
cui è pressochè inevitabile che le stesse relazioni umane assumano
una forma liquida e volatile, tanto diversa da quella tenera e solida immagine
con Janina. Non dà ricette, il professor Bauman, spiega ciò che
vede e fa appello all'umanità che c’è in tutti noi, a quella
tendenza a cambiare ciò che non va che ognuno di noi conosce.
Nell’intervista che ci ha rilasciato, la mattina successiva all'incontro
pubblico, non si è davvero risparmiato, nonostante si avvicinasse l'ora
di partenza per l’aeroporto. Ha risposto ad ogni domanda con la stessa
ricchezza di particolari e di immagini che usa nelle sue lezioni universitarie
e nei suoi libri, con lo stesso impegno ad andare a fondo ad ogni argomento con
le giuste precisazioni e sfumature. Alla fine quasi un inchino, e un ringraziamento
che non possiamo che restituirgli con piacere.