pubblicato
il 1 settembre 2005
Jean Baudrillard
di Luciano Minerva

Nato
nel
1929
a
Reims
in
Francia,
Jean
Baudrillard
inizia
la
sua
formazione
come
germanista
e
successivamente
ottiene
un
dottorato
in
sociologia.
Dal
1966
insegna
all'università di
Paris
X-Nanterre,
e
negli
anni
successivi
entra
a
far
parte
dell'Institut
de
recherche
sur
l'innovation
sociale,
laboratorio
del
Centre
national
de
la
recherche
scientifique.
Sociologo brillante, Baudrillard ha consacrato la sua opera
all'analisi della società contemporanea studiando in particolare
la società dei consumi: i suoi miti, le sue strutture.
Il consumo è trattato nei suoi lavori come un 'linguaggio
sociale' qualcosa che tende ad aumentare i desideri degli individui
piuttosto che a soddisfarli.
Nel mondo contemporaneo si assiste ad una dematerializzazione
della realtà e l'attenzione dell'uomo è distolta
dal mondo naturale e concentrata sulla televisione, sul mondo
della comunicazione che è divenuta un valore assoluto,
un obiettivo in sé. I vecchi miti sono stati rimpiazzati
e la società è, secondo Baudrillard, dominata da
una ideologia fondata sull'"estasi della comunicazione".
Violenza, miseria, ignoranza non sono affatto scomparse, ma fanno
parte di una realtà quotidiana che gli uomini finiscono
per non vedere annebbiati da strategie fatali (il volume esce
in Francia nel 1983 e viene subito tradotto in italiano) e 'rassicuranti'.
Baudrillard ha svolto un'intensa attività di traduzione
delle opere di Bertolt Brecht.
fonte: www.mediamente.rai.it
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