pubblicato il
6 marzo 2006
Alessandro Baricco: da una
storia all'altra
di Luciano Minerva

Ha un pubblico di fans e di fedelissimi che sa incantare, proprio come faceva
con il pubblico televisivo: attraverso l’abilità di raccontare,
con la voce e la gestualità, con l’uso della stessa sapienza tecnica
e dell’attenzione ai dettagli che applica ad ogni suo lavoro. L’incontro
che abbiamo registrato e che proponiamo è quello in cui, a dicembre
2005, presentò alla Fiera della piccola e media editoria di Roma il
suo ultimo romanzo, “Questa storia”, incentrato sul mito delle
corse automobilistiche, all’inizio del secolo scorso. In realtà la
presentazione del libro veniva affidata a un video suggestivo prodotto dalla
Fandango libri, l’ennesima ricerca di forme nuove di promozione e diffusione
del libro. Il resto dell’incontro col pubblico era servito a illustrare
i motivi della scelta del passaggio da una grande casa editrice, la Rcs, a
una molto più piccola, la Fandango, nuovo ramo letterario di una forte
casa di produzione cinematografica.
Quattro mesi dopo, Alessandro Baricco, a partire dalle punture di spillo di
alcuni critici letterari, ha sfidato apertamente gli usi e i costumi della
critica, aprendo sulle pagine di Repubblica un dibattito sul rapporto tra libri
e informazione. A modo suo, cominciando con “Questo è un articolo
che non dovrei scrivere. Lo so. Me lo dico da me. E lo scrivo.” Tecnica
sicura, collaudata, ad effetto, adatta a suscitare reazioni, a creare risposte,
ad allargare i cerchi dell’acqua stagnante. Fino alle prossime trovate.
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