Il Libano visto da lontano e l'esperienza della Guerra Civile che ha segnato
la storia del paese per quindici anni, sono il filo conduttore dei libri della
scrittrice libanese Hoda Barakat, una delle voci più originali della letteratura
araba contemporanea. Trasferitasi in Francia nel 1989, quando la guerra civile
libanese entra nel suo ultimo anno, la Barakat affida i suoi ricordi, i rimpianti
e le speranze da esule di una patria amata e detestata a una serie di articoli
pubblicati sul giornale arabo Al Hayat, poi raccolti nel libro: "Lettere
di una straniera. Da Beirut a Parigi: diario di una vita altrove". La drammatica
esperienza della Guerra Civile torna anche nel romanzo "L'uomo che arava
le acque". In una Beirut devastata e spettrale, il protagonista Niqula si
rifugia nel deposito di tessuti del negozio di famiglia per rivivere, quasi in
un'allucinazione, la propria vicenda privata intrecciata con quella delle città.
Amori e tradimenti, miti e leggende e sullo sfondo, la storia delle stoffe che
grande importanza hanno rivestito nella storia della famiglia di Niqula e nella
storia del Libano, un tempo tappa obbligatoria sulla Via della Seta.