pubblicato il 28 gennaio 2009
Bernardo Atxaga: dai Paesi Baschi con l’ombra di Virgilio
di Luciano Minerva
Ha quasi il sorriso di un bambino Bernardo Atxaga, per le strade di Mantova, quando andiamo verso il luogo dell’intervista. Da un lato la sente un po’ sua, perché è la città di Virgilio, e gli echi del poeta latino si ritrovano nei suoi romanzi, poesie e racconti. E il percorso dell’intervista si snoderà, strano a dirsi, proprio con Virgilio per compagno, perché lo scrittore basco richiamerà più volte la sua idea di Paradiso, trovando anche, nella stessa intervista, una chiusura a effetto. Atxaga è stupito ed emozionato per l’attenzione che ha trovato intorno a lui a Mantova, quasi non ci crede. Abituato a vivere in un paese e in una cultura percepita come minoritaria, la sua capacità di arrivare a un pubblico più vasto lo sorprende ancora. Per l’intervista ci sarebbero piaciuti i boschi intorno a Mantova, ma i tempi disponibili sono quelli che sono e dunque scegliamo di comune accordo il tavolino di un bar centrale. Perché è nei due bar del suo villaggio che si ritrova il suo mondo originario e lì ha raccolto i materiali fondamentali per le sue storie. Le musiche che accompagnano il servizio sono del compositore basco Mikel Laboa, scomparso a dicembre 2008, che aveva musicato tra l’altro alcune poesie dello stesso Atxaga.
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