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Intervista a Angela Terzani
2008
Testo integrale dell'intervista
2008

aggiornato il 2 luglio 2008

Angela Terzani

Luciano Minerva
Incontri


“Uno dei tre grandi genocidi del Novecento”. Così Angela Terzani Staude definisce il massacro avvenuto in Cambogia negli anni successivi al 1975, quando i khmer rossi presero il potere, chiusero le frontiere e si manifestarono in tutto il loro potere e la loro follia per rinnovare dalle radici la società. Angela, che ha condiviso fin da quando aveva diciannove anni la vita e le scelte di Tiziano Terzani, ha fortemente voluto che la vicenda della Cambogia riemergesse attraverso la ripubblicazione degli articoli di Tiziano, con il libro “Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia”. Non è certo per caso che il primo Premio letterario Terzani, nel 2004, fu assegnato a un testimone diretto e superstite dei campi di concentramento, Francois Bizot. Perché la vicenda di quel Paese fu lo spartiacque possibile per un’intera generazione, per poter ripensare idee, progetti, ideologie e risultati di tutto il grande laboratorio vivo del comunismo. Ripensamento laborioso e sofferto che impegnò Tiziano per lunghi anni, fino all’articolo del 1985 noto come “Ci eravamo sbagliati”. Nella sua casa di Firenze Angela ripercorre in questa intervista la sua passione per i diari e la scelta di pubblicare quelli dei giorni vissuti in Cina prima, in Giappone poi, e il gioco di contrappunti e di “divisione del lavoro” che portò lei e i figli a diventare una famiglia di inviati, o … di detective.

 


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