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06 ottobre 2008
Droghe virtuali sempre più diffuse tra i giovani, l'allarme del Cnr

Dalla Rete
L'affascinante mondo dei frattali

Per pochi euro è possibile scaricare dei file audio-video che garantiscono uno 'sballo' paragonabile a quello degli stupefacenti sintetici.

Allarme droghe virtuali dai ricercatori del Cnr. Esiste un file, comemrcializzato per pochi euro su Internet, che garantisce uno 'sballo' virtuale paragonabile a quello dell'ecstasy e delle droghe sintetiche. Con questa droga virtuale, secondo quanto promettono numerosi siti che commercializzano questi file, gli adolescenti possono infatti drogarsi virtualmente,
sparandosi nelle orecchie, per ore e ore, suoni particolari alla ricerca di effetti psichedelici.

"A provocare il 'trip' - riferiscono gli esperti del Cnr -
sarebbero onde sonore on line, che si basano sull'effetto binaurale dei suoni, che stimola il cervello su frequenze bassissime, tra i 3 e i 30 Hertz (i cosiddetti infrasuoni), innescando le più diverse reazioni e sollecitando l'attività cerebrale in maniera anomala". Per sballarsi on line basterebbe quindi collegarsi a internet e scaricare file dai nomi decisamente espliciti come cocaina, ecstasy, peyote, marijuana. Ma cosa succede dopo?


Le dinamiche commerciali sono simili a quelle del mercato tradizionale degli allucinogeni: si comincia con file offerti gratuitamente, per passare poi alla 'somministrazione' a pagamento, con pratiche guide all'uso, tipo "Come far funzionare una dose al 100%". A questo nuovo e inquietante fenomeno si stanno interessando, oltre alla Guardia di Finanza, alcuni ricercatori dell' Isn-Cnr di Catanzaro, che da anni studiano gli effetti del suono e le modalità con cui potenziano l'effetto di alcune droghe sintetiche.

Dunque, ai giovani che rischiano di cadere nel giro delle droghe in rete, Iannone consiglia "prudenza". "Non esagerare in allarmismi, ma - avverte - neppure archiviare incautamente il fenomeno come una 'bufala'. D'altra parte, questi file esistono e la gente li vende e li
compra e l'esperienza dice che un mercato non si forma se i fruitori del prodotto non hanno alcun vantaggio".