Il
nucleare: un'energia
pulita? Se ne parla al
Venice forum, l'incontro
sui cambiamenti climatici
e le politiche energetiche
europee. Le posizioni
sono diverse.
Grazia
Francescato, Portavoce
Verdi europei: "Il
futuro non è il
nucleare. Noi ripetiamo:
grazie, ma no. E diciamo
- avendo anche il
conforto dell'International
Energy
Agency - che occorre
puntare sull'efficienza
energetica e poi tante,
tante energie rinnovabili".
Ma
in Europa chi decide
sul nucleare? Fabrizio
Barbaso, Direttore Energie
e Trasporti Commissione
europea, risponde così: "Sul
mix energetico c'è una
competenza degli stati
membri; l'Unione Europea
non può far
prevalere le sue
posizioni, per questo
noi vogliamo
portare i vari attori
di questo campo a
valutare in modo obiettivo
vantaggi,
benefici, benesseri...
non possiamo imporre
il nucleare agli
Stati membri, ma non
possiamo
nemmeno impedire
la rinuncia al nucleare".
Ognuno
decide per sé,
ma l'Unione ha un obiettivo
per tutti entro il 2020:
ridurre del 20% le emissioni
di anidride carbonica.
E in Italia la produzione
di C02 invece di diminuire,
aumenta. Carlo Rubbia,
premio Nobel per la fisica,
commenta così la
situazione italiana: "L'Italia
in Europa brilla per
il suo comportamento
non da formica ma da
cicala, nel senso che
in Italia le emissioni
di Co2 sono aumentate
moltissimo e quindi per
ritornare indietro bisogna
fare molta più strada".
Su quali energie - nucleare
a parte - dovrebbe puntare
il nostro paese per iniziare
a comportarsi da formica?
Gianni
Silvestrini, Direttore
scientifico del Kyoto
Club: "Sicuramente
l'eolico che è la
fonte più vicina
e quindi quella su cui
si possono contare numeri
più consistenti,
poi le biomoasse che
possono avere un ruolo
intermedio".
Grazia Francescato, Portavoce
Verdi europei, esprime
la sua opinione: "Dobbiamo
puntare sul sole, che
abbiamo... è assurdo
che il nostro paese debba
rimanere indietro rispetto
alla Germania e alla
Danimarca".
Secondo Umberto Quadrino,
Amministratore Delegato
Edison: "Anche
sfruttando tutto il potenziale
dell'idroelettrico, dell'eolico
e del solare siamo ancora
lontani dall'obiettivo
di triplicare le rinnovabili,
bisognerebbe puntare
sulle biomasse, biomasse
che però chiederebbero
grossi spazi per essere
coltivate".
Oltre
a puntare sulle fonti
rinnovabili, bisognerebbe
risparmiare energia.
Ma come?
Secondo
Michele Candotti, Segretario
WWF: "Innanzitutto
il comparto dei trasporti
va rivoluzionato in termini
di modalità,
di trasporto e di efficienza
dei veicoli pubblici,
ma soprattutto l'aspetto
domestico dovrebbe essere
oggetto di incentivi
e di disincentivi".
Anche per un'Italia virtuosa,
l'Europa da sola non
basterebbe: l'inquinamento è un
problema globale. I paesi
emergenti si metteranno
a dieta di Co2 aderendo
al Protocollo di Kyoto?
Gianni
Silvestrini, Direttore
scientifico del Kyoto
Club: "Innanzi
tutto, bisogna che gli
Stati Uniti aderiscano,
perché Cina
e India non si siederanno
mai a un tavolo se gli
Stati Uniti non sono
coinvolti".
Alessandro Ortis, Authority
per l'Energia e il Gas: "Io
credo sia possibile spostare
l'attenzione dal contenuto
di Co2 dei processi produttivi
al contenuto di Co2 dei
prodotti finali, in modo
tale che si possa pensare
a un concorso globale
di tutti i paesi, teso
alla riduzione delle
emissioni di Co2".
La
Cina ha superato gli
Stati Uniti nelle emissioni
di C02, ma non dimentichiamo,
come ricorda Michele
Candotti, Segretario
WWF: "La
Cina produce per noi
e questo va tenuto da
conto, cioè non è che
produce per se stessa,
ma parte delle emissioni
deriva da prodotti che
noi consumiamo in Europa,
negli Stati uniti e nel
resto del mondo".
Un'emergenza,
quella dei cambiamenti
climatici, che non può essere
accantonata, soprattutto
se la si guarda da qui,
da Venezia. Alessandro
Profumo, Amministratore
delegato Unicredit: "Questa
città ha
anche un valore simbolico,
perché se
non si risolvono questi
problemi, un giorno potrebbe
scomparire".