Quando la cultura dell'integrazione diventa un gioco da ragazzi..
anzi da bambini.
Quando la cultura dell'integrazione diventa un gioco da ragazzi.. anzi da bambini.
Il Manifesto delle alunne e degli alunni europei, ideato dagli studenti italiani
e dal Ministero della pubblica istruzione, è stato adottato anche da tantissime
scuole elementari; piccoli allievi hanno familiarizzato con i concetti già elaborati
dai colleghi più adulti, utilizzando naturalmente i mezzi espressivi più significativi
per questa età: cartelloni e disegni, per rappresentare un'Europa dai
mille colori...
Alice: "Il maniefsto dei bambini europei è utile per noi che siamo
cittadini dell'Italia ma anche dell'Europa. Noi ad esempio abbiamo imparato a
conoscere giochi, fiabe, canzoni di mabini di altre nazionalità e questo
ci ha molto arricchito"
Valentina: "Uno dei diritti principali dei bambini è il diritto al
gioco, perché anche in stato di povertà la famiglia non deve sfruttare
il bambino!"
Barbara: "I bambini solo conoscendosi possono accettarsi e rispettarsi,
infatti il motto dell'Europa è "Uniti nella diversità" e
su questo argomento abbiamo fatto anche un cartellone.
Samuele: "Questo cartellone parla di quando noi italiani emigravamo verso
altre nazioni, tipo l'Europa o anche verso l'America per cercare lavoro."
Andrei: "Quest'altro cartellone parla dei flussi migratori in Italia dei
nostri giorni. Oggi l'Italia accoglie persone di varie provenienze, di tutto
il mondo.. Io ad esempio sono rumeno"
L'Istituto comprensivo Nando Martellini, periferia occidentale di Roma, oltre
ad aderire al Manifesto delle bambine e dei bambini europei, ha dato un forte
contribuito per diffonderlo e svilupparne il senso. Qui i bambini imparano
a conoscere la diversità anche imparando una semplice filastrocca, o
gustando sapori a cui non siamo abituati.
Maria Fani Capella, Preside Istituto Comprensivo Nando Martellini: "Sì l'istituto
Martellini è un comprensivo multietnico e coloratissimo, abbiamo circa
1000 alunni di cui il 18% stranieri. Abbiamo 21 nazionalità, 15 lingue
e 4 religioni, con tutti i problemi che ciò comporta, problemi da una
parte e ricchezza dall'altra".
Il Manifesto è un importante crocevia del percorso verso il 2010, traguardo
del processo di istruzione e formazione. Nei piani di Lisbona, anche a 9 anni
si può essere "bambini europei". Patrizia Corasaniti, insegnante
dell'Istituto Martellini: "Siamo partiti dalla lettura del Manifesto delle
alunne e degli alunni europei, lo abbiamo letto e discusso, montato e smontato
e siamo arrivati insieme a elaborare questo nuovo documento, che ci auguriamo
possa contribuire a migliorare i nostri bambini come cittadini europei".
Giovanna Bellafronte, insegnante: "Per noi è importante che la
scuola sia vissuta dai bambini come un luogo di incontro, un luogo ricco di
possibilità opportunità di crescere, come persone, da un punto
di vista integrale, che sappiano poi vivere insieme agli altri".
Antonella Graziani, insegnante: "Loro hanno risposto con molto entusiasmo,
si sono sentiti coinvolti in questi lavori e grandi nelle riflessioni, anche
perchè queste riflessioni e approfondimenti hanno toccato un po' tutti
gli ambiti disciplinari".
Tante discipline per tanti mezzi espressivi, ma il vero linguaggio universale è il
disegno. Armati di pastelli e matite, i bambini potranno partecipare anche
a uno speciale concorso: Anna Palomba, Responsabile Europa dell'istruzione,
Ufficio Scolastico Regionale Lazio: "Questo concorso è rivolto
a tutti i ragazzi delle elementari che, una votla elaborate in classe le loro
riflessioni personale sul manifesto potranno elaborarle con un disegno. L'Ufficio
Scolastico Regionale del Lazio coordinerà la trasmissione del manifesto
agli Usr delle altre regioni, poi la raccolta di tutti i lavori che verranno
analizzati da un team di esperti, tra cui colleghi che si occupano di arte
e che hanno le competenze necessarie, e alla fine dell'anno scolastico faremo
la premiazione di questi lavori".