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Officina Pegaso
26 luglio 2007
Queimada
Scene tratte dal film “Queimada” di Gillo Pontecorvo (1969).


"Intervista a Malalai Joya"

Era il dicembre del 2003, quando durante il Loya Jirga, il tradizionale gran consiglio afghano, prese la parola per pronunciare un duro atto di accusa contro i signori della guerra. A quattro anni di distanza, Malalai Joya, nonostante le minacce e le forti pressioni, continua a denunciare la presenza nel governo del suo paese di fondamentalisti, trafficanti di droga e violatori dei diritti umani.
Anche a San Rossore, alle porte di Pisa, in occasione del meeting promosso dalla Regione Toscana e dall'Unicef su bambini e donne, Malalai, è tornata a porre all’attenzione della comunità internazionale, la difficile situazione in cui versa l'Afghanistan.
" Loro che sono al potere adesso vestono una maschera democratica, ma in Afghanistan questa è una farsa di democrazia. Sta avvenendo una farsa che è la guerra al terrorismo, tutto questo è ridicolo. Con questa gente al potere non si può parlare ne di democrazia ne di giustizia".
Le dure e scomode parole che Malalai continua a pronunciare in giro per il mondo contro “i signori della guerra”, gli sono costate il seggio in Parlamento: ad inizio maggio, con un atto del tutto illegale, è stata espulsa. La motivazione ufficiale parla di critiche inaccettabili: Malalai, nel corso di un'intervista, avrebbe definito il parlamento afghano "peggio di una stalla i cui membri sono criminali e nemici del popolo". Per questo, lo stesso Parlamento ha chiesto alla Corte Suprema di aprire un'inchiesta nei suoi confronti.
Malalai denuncia che la situazione nel suo paese non è affatto cambiata nonostante l'intervento degli Stati Uniti e delle forze alleate in missione di pace.
" Gli Stati Uniti hanno sempre condotto una politica sbagliata in Afghanistan. E adesso hanno rimpiazzato il regime dei Talebani con i signori della guerra che sono stati al potere del '92 al '96, e quindi responsabili di gravissimi violazioni di diritti umani e di molti crimini di guerra".
Costretta a girare con il burka, la scorta, e a cambiare spesso abitazione per le continue minacce di morte, Malalai con coraggio continua a portare avanti la sua battaglia per un Afghanistan democratico. Ma da sola, non può farcela.
" Io mi rivolgo ai governi esteri, al governo italiano, dicendo che se veramente siete solidali con la gente dell'Afghanistan, non potete continuare a sostenere la politica statunitense".
La richiesta di aiuto di Malalai non è caduta nel vuoto. E proprio da San Rossore è arrivato il primo gesto concreto. Il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini:
" Io ho scritto a Prodi, e poi a D'Alema e Parisi per chiedere che il governo con le sue presenze, in Afghanistan possa garantire al massimo la sicurezza di questa deputata e delle donne afghane".

 

Meeting San Rossore 2007
Bambini e donne violati, sfruttati in ogni parte del mondo. Ogni anno se ne registrano milioni. Di questo si è parlato nel Meeting di San Rossore, alle porte di Pisa, alla presenza di esperti, politici ed organizzazioni non governative.
Due giorni fitti di incontri, dibattiti, mostre e rappresentazioni che hanno messo a nudo le realtà agghiaccianti: minori che sotto effetto di droghe vengono costretti ad imbracciare un fucile;
donne che vengono maltrattate e violentate dai propri partner.

Situazioni che non possono essere taciute, che devono essere affrontate e contrastate dalle istituzioni. Per questo, tutti i partecipanti al Meeting di San Rossore, hanno stirato al termine dei lavori, una dichiarazione e un documento dedicati rispettivamente ai bambini e alle donne.

La dichiarazione sui minori, a fine dicembre, verrà presentata all'Onu. Il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini:
" Il documento sui bambini tende fondamentalmente a sollecitare le istituzioni, le comunità, tutti i soggetti sociali a moltiplicare gli sforzi a ridurre la povertà, le discriminazioni e per costruire città a immagine di bambino".

L'importanza della mobilitazione dei governi in materia di difesa dei più piccoli è stata ribadita al Meeting dall'eurodeputato, Roberta Angelilli:
" Stiamo elaborando, parlamento e commissione, una strategia che deve assolutamente mettere al bando, tutte le forme di violenza contro i minori, il lavoro minorile, che molto spesso tra l'altro è lavoro nero, per cercare di dare invece ai bambini uno spazio positivo nella società".
Anche il quadro tratteggiato a San Rossore dell'universo femminile, come quello dei bambini, non risparmia dati sconfortanti: problemi di accesso al mondo occupazionale; ostacoli nella carriera; scarse possibilità di conciliare vita lavorativa e affettiva. A contrastare questo stato di cose, sottolinea con amarezza la registra Francesca Archibugi, non ci sono le istituzioni.
" Le istituzioni spesso sono roccaforte maschili, basta vedere la politica come è combinata. Ma in tutti gli strati della società civile, è molto difficile per gli uomini di riconoscere il merito e le capacità di una donna".
Un invito a non desistere a lavorare affinché i governi mettano in agenda, sotto la voce "priorità", le emergenze legate al mondo dei bambini e delle donne, arriva dall'indiana Vandana Shiwa, presidente della Commissione internazionale del cibo. Da oltre vent'anni, Vandana, lotta per assicurare ai più deboli la sopravvivenza:
" Sto lottando, lavorando per gli ultimi venti anni in questo campo perché non penso che è giusto che la nostra aria, il nostro terreno, il nostro cibo ed alimentazione sia preso da questi grandi, grossi multinazionali".
Su San Rossore è calato il sipario e già si pensa al tema del prossimo anno. Claudio Martini ci spiega: "L'anno prossimo parleremo di antirazzismo, migrazioni e valorizzazioni delle diversità. Quindi incroceremo questi temi che hanno una forte connessione".

 

Intervista a Piero Pelù
Firenze, via dei Bardi. E' in questa sala prove che sono nati i Litfiba. E le persone non lo hanno dimenticato.
Piero Pelù, direttore artistico dell'estate fiorentina. Che cosa significa per te emotivamente e anche praticamente questo evento?
P.P.: E' una fissazione ormai abbastanza radicata. L'emozione mia è quella di tentare di aggiungere delle esperienze nuove. E tra queste rassegne di poesie, musiche nelle piazze... Beh, l'estate racchiuderà in sé 450 spettacoli. Tra l'altro, non so se vi è capitato di andare a vedere a Forte Belvedere la mostra dell'arte contemporanea fotografica di Fei/Ozzola, che è veramente molto interessante e forte, molto rock devo dire, nonostante loro facciano arte contemporanea, una bellissima evoluzione del pop, della pop art.
Avevi anche iniziato a scrivere una legge, se mi ricordo bene, sulla musica, per la Regione Toscana.
P.P.: A me è venuto in mente di cominciare con una articolo 1 che dicesse "la musica è cultura", che sembra una cosa scontata da dire, però quando si parla di musica popolare, di musica rock, o comunque di musica di artisti giovanili, ben poche sono i riconoscimenti che potrebbero aiutare queste realtà a crescere.
Si sa che sei molto legato a Firenze, tra l'altro, anche nel tuo ultimo disco, nel "Velo", parli di Firenze e dedichi questa canzone a Firenze. Se è cambiato e come era il tuo rapporto con la tua città?
P.P.: L'amore è stato sempre rimasto incondizionato, tra l'altro io sono andato a vivere per otto anni in campagna, ora sono tornato a vivere in città, con mia grandissima gioia, mi ritrovo le multa su parabrezza, mi trono le fiancate tutte rigate, però è proprio quello che volevo... Entrare nel casino della vita cittadina e portarci un po' del mio caos, farà in modo che i caos messi insieme riescano a creare un sistema.


Palio
Scene tratte dal film “Palio” di Alessandro Blasetti (1932), ambientato a Siena.