Era il dicembre del 2003, quando durante il Loya Jirga,
il tradizionale gran consiglio afghano, prese la parola per pronunciare
un duro
atto di accusa contro i signori della guerra. A quattro anni
di distanza, Malalai Joya, nonostante le minacce e le forti pressioni,
continua a denunciare la presenza nel governo del suo paese
di
fondamentalisti, trafficanti di droga e violatori dei diritti
umani.
Anche a San Rossore, alle porte di Pisa, in occasione del
meeting promosso dalla Regione Toscana e dall'Unicef su bambini
e donne,
Malalai, è tornata a porre all’attenzione della comunità internazionale,
la difficile situazione in cui versa l'Afghanistan.
"
Loro che sono al potere adesso vestono una maschera democratica,
ma in Afghanistan questa è una farsa di democrazia. Sta avvenendo
una farsa che è la guerra al terrorismo, tutto questo è ridicolo.
Con questa gente al potere non si può parlare ne di democrazia
ne di giustizia".
Le dure e scomode parole che Malalai continua a pronunciare
in giro per il mondo contro “i signori della guerra”, gli
sono costate il seggio in Parlamento: ad inizio maggio, con un atto
del tutto illegale, è stata espulsa. La motivazione ufficiale
parla di critiche inaccettabili: Malalai, nel corso di un'intervista,
avrebbe definito il parlamento afghano "peggio di una stalla
i cui membri sono criminali e nemici del popolo". Per questo,
lo stesso Parlamento ha chiesto alla Corte Suprema di aprire
un'inchiesta nei suoi confronti.
Malalai denuncia che la situazione nel suo paese non è affatto
cambiata nonostante l'intervento degli Stati Uniti e delle
forze alleate in missione di pace.
"
Gli Stati Uniti hanno sempre condotto una politica sbagliata
in Afghanistan. E adesso hanno rimpiazzato il regime dei Talebani
con i signori della guerra che sono stati al potere del '92 al '96,
e quindi responsabili di gravissimi violazioni di diritti umani
e di molti crimini di guerra".
Costretta a girare con il burka, la scorta, e a cambiare spesso
abitazione per le continue minacce di morte, Malalai con coraggio
continua a portare avanti la sua battaglia per un Afghanistan
democratico. Ma da sola, non può farcela.
"
Io mi rivolgo ai governi esteri, al governo italiano, dicendo
che se veramente siete solidali con la gente dell'Afghanistan, non
potete continuare a sostenere la politica statunitense".
La richiesta di aiuto di Malalai non è caduta nel vuoto.
E proprio da San Rossore è arrivato il primo gesto concreto.
Il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini:
"
Io ho scritto a Prodi, e poi a D'Alema e Parisi per chiedere
che il governo con le sue presenze, in Afghanistan possa garantire
al massimo la sicurezza di questa deputata e delle donne afghane".
Meeting San Rossore 2007
Bambini e donne violati, sfruttati in ogni parte del mondo.
Ogni anno se ne registrano milioni. Di questo si è parlato
nel Meeting di San Rossore, alle porte di Pisa, alla presenza
di esperti, politici ed organizzazioni non governative.
Due
giorni fitti di incontri, dibattiti, mostre e rappresentazioni
che hanno messo a nudo le realtà agghiaccianti: minori
che sotto effetto di droghe vengono costretti ad imbracciare
un fucile;
donne che vengono maltrattate e violentate dai propri partner.
Situazioni che non possono essere taciute, che devono essere
affrontate e contrastate dalle istituzioni. Per questo, tutti
i partecipanti al Meeting di San Rossore, hanno stirato al
termine dei lavori, una dichiarazione e un documento dedicati
rispettivamente ai bambini e alle donne.
La dichiarazione sui
minori, a fine dicembre, verrà presentata all'Onu. Il
Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini:
"
Il documento sui bambini tende fondamentalmente a sollecitare
le istituzioni, le comunità, tutti i soggetti sociali
a moltiplicare gli sforzi a ridurre la povertà, le discriminazioni
e per costruire città a immagine di bambino".
L'importanza della mobilitazione dei governi in materia di
difesa dei più piccoli è stata ribadita al Meeting
dall'eurodeputato, Roberta Angelilli:
"
Stiamo elaborando, parlamento e commissione, una strategia
che deve assolutamente mettere al bando, tutte le forme di
violenza contro i minori, il lavoro minorile, che molto spesso
tra l'altro è lavoro nero, per cercare di dare invece
ai bambini uno spazio positivo nella società".
Anche il quadro tratteggiato a San Rossore dell'universo femminile,
come quello dei bambini, non risparmia dati sconfortanti: problemi
di accesso al mondo occupazionale; ostacoli nella carriera;
scarse possibilità di conciliare vita lavorativa e affettiva.
A contrastare questo stato di cose, sottolinea con amarezza
la registra Francesca Archibugi, non ci sono le istituzioni.
"
Le istituzioni spesso sono roccaforte maschili, basta vedere
la politica come è combinata. Ma in tutti gli strati
della società civile, è molto difficile per gli
uomini di riconoscere il merito e le capacità di una
donna".
Un invito a non desistere a lavorare affinché i governi
mettano in agenda, sotto la voce "priorità",
le emergenze legate al mondo dei bambini e delle donne, arriva
dall'indiana Vandana Shiwa, presidente della Commissione internazionale
del cibo. Da oltre vent'anni, Vandana, lotta per assicurare
ai più deboli la sopravvivenza:
"
Sto lottando, lavorando per gli ultimi venti anni in questo
campo perché non penso che è giusto che la nostra
aria, il nostro terreno, il nostro cibo ed alimentazione sia
preso da questi grandi, grossi multinazionali".
Su San Rossore è calato il sipario e già si pensa
al tema del prossimo anno. Claudio Martini ci spiega: "L'anno
prossimo parleremo di antirazzismo, migrazioni e valorizzazioni
delle diversità. Quindi incroceremo questi temi che
hanno una forte connessione".
Intervista a Piero Pelù
Firenze, via dei Bardi. E' in questa sala prove che sono nati
i Litfiba. E le persone non lo hanno dimenticato.
Piero Pelù, direttore artistico dell'estate fiorentina.
Che cosa significa per te emotivamente e anche praticamente
questo evento?
P.P.: E' una fissazione ormai abbastanza radicata. L'emozione
mia è quella di tentare di aggiungere delle esperienze
nuove. E tra queste rassegne di poesie, musiche nelle piazze...
Beh, l'estate racchiuderà in sé 450 spettacoli.
Tra l'altro, non so se vi è capitato di andare a vedere
a Forte Belvedere la mostra dell'arte contemporanea fotografica
di Fei/Ozzola, che è veramente molto interessante e
forte, molto rock devo dire, nonostante loro facciano arte
contemporanea, una bellissima evoluzione del pop, della pop
art.
Avevi anche iniziato a scrivere una legge, se mi ricordo bene,
sulla musica, per la Regione Toscana.
P.P.: A me è venuto in mente di cominciare con una articolo
1 che dicesse "la musica è cultura", che sembra
una cosa scontata da dire, però quando si parla di musica
popolare, di musica rock, o comunque di musica di artisti giovanili,
ben poche sono i riconoscimenti che potrebbero aiutare queste
realtà a crescere.
Si sa che sei molto legato a Firenze, tra l'altro, anche nel
tuo ultimo disco, nel "Velo", parli di Firenze e
dedichi questa canzone a Firenze. Se è cambiato e come
era il tuo rapporto con la tua città?
P.P.: L'amore è stato sempre rimasto incondizionato,
tra l'altro io sono andato a vivere per otto anni in campagna,
ora sono tornato a vivere in città, con mia grandissima
gioia, mi ritrovo le multa su parabrezza, mi trono le fiancate
tutte rigate, però è proprio quello che volevo...
Entrare nel casino della vita cittadina e portarci un po' del
mio caos, farà in modo che i caos messi insieme riescano
a creare un sistema.
Palio
Scene tratte dal film “Palio” di Alessandro Blasetti
(1932), ambientato a Siena.