Un’auto piena di uomini armati viaggia veloce su
una strada irachena. Quando un’altra macchina si avvicina
e cerca di superarla, dal finestrino della prima compare un mitra
che spara raffiche di proiettili finché la seconda macchina
non si blocca. L’operazione si ripete più volte, ai
bordi nella strada si moltiplicano le autovetture ferme e le persone
ferite. Sono i “contractors” della compagnia inglese “Aegis” che
si difendono in questo modo dal rischio di possibili attacchi.
Il video trasmesso dall’emittente inglese Channel 4 viene
commentato proprio da un ex militare dell'Aegis.
La “task force Iraq“ del ministero degli Esteri Italiano è in
procinto di impiegare proprio l’Aegis per la difesa dei tecnici
e dei cooperanti italiani rimasti a Nassiriya . Un contratto che
dovrebbe aggirarsi sui 3 milioni e mezzo di euro.
“Ma perché il governo italiano ha scelto questa società?” si
domanda la madre di un ragazzo di 19 anni ucciso a Belfast nel 1992
da due soldati inglesi sotto il comando di Tim Spicer, ora al vertice
dell’Aegis. “Se questo è quello che Tim Spicer
ha fatto qui a Belfast, negli anni '90, cosa potrà fare in
Iraq, dove non c'è assolutamente uno stato di diritto, dove
i tribunali non funzionano, dove le forze di polizia non esistono,
e dove lui è il comandante di individui armati?
L’inchiesta ricorda anche le accuse fatte all’Aegis
di aver violato l’embargo delle Nazioni unite nel 1998 quando
inviò 35 tonnellate di armi Bulgare nella Sierra Leone dove è intervenuto
a capo di un gruppo di mercenari in cambio di concessioni nelle miniere
di diamanti.
Altre accuse sono state rivolte a Tim Spicer, direttore esecutivo
della Aegis, per un nuovo scandalo, quando cercò di intervenire
a capo di un gruppo di mercenari contro i ribelli delle isole di
Bouganville.
Una società nel “business della guerra” contro
la quale sono intervenuti negli Stati Uniti personaggi politici della
statura di Hillary Clinton, Barak Obama e Ted Kennedy.
Perché il ministero degli Esteri italiano non ha scelto altri “contractors” che
già operavano al sud e ha deciso di usare l’Aegis? Al
ministero degli Esteri rifiutano di commentare perché prima
dovranno rispondere alle diverse interrogazioni parlamentari su questo
argomento.