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Inchieste - Le interviste ai giornalisti d'inchiesta
Roma | 17 Aprile 2008
Intervista a Hollman Morris
di Maurizio Torrealta

Hollman Morris è un giornalista e scrittore colombiano, premiato dall'associazione Human Rights Watch e citato nel libro "Sotto Pressione" per il suo impegno nella denuncia degli abusi ai diritti umani perpetrati nel suo paese.

La Colombia è stata riconosciuta dalla Federazione Internazionale della Stampa come uno dei paesi più pericolosi per chi operi nell'informazione, alla stregua di Afghanistan, Iraq, Messico e Russia. Negli ultimi trent'anni 120 giornalisti hanno perso la vita lavorando in questo paese.

Nell'intervista concessa in occasione del Festivale del Giornalismo, tenuto a Perugia, Morris racconta la situazione attuale della Colombia e le difficoltà che affronta nel suo ruolo di giornalista sotto scorta. In seguito alle numerose minacce subite per il suo lavoro è stato costretto a trasferirsi in Europa nel 2000, ma questo non lo ha fatto desistere dal continuare a tornare in Colombia per seguire le vicende della guerriglia, del narcotraffico e delle azioni dei gruppi paramilitari.

Lo scenario che Morris descrive è quello molto complesso di una guerra dimenticata che coinvolge interessi diversi: i poteri che influenzano il governo e le infiltrazioni dei gruppi paramilitari, gli interessi degli Stati Uniti e l'ipocrisia sulla lotta al narcotraffico, i difficili rapporti con i paesi confinanti. Ma "La guerra - ricorda Morris - ha sempre due facce: la prima è quella della miseria e della tragedia, ma poi c'è la faccia della speranza, quella delle vittime che resistono e denunciano i crimini".