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Inchieste
Roma | 5 Luglio 2007
Ceuta, convivenze di confine
di Flaviano Masella

Ceuta, enclave spagnola a sud dello stretto di Gibilterra, si stende su un lembo di terra di appena 20 chilometri quadrati. Il confine che la separa dal Marocco non è un confine come gli altri. La doppia fila di reti, che corre per una manciata di chilometri, protegge questa estrema propagine d’Europa da un flusso di persone e di merci che in ogni momento rischia di trascendere i limiti della legalità.

Ceuta si affaccia sulla terra d’Islam, come spiega Jenaro Garcia Arreciado, Delegato del Governo spagnolo in questa regione autonoma: “…abbiamo il mondo islamico a due chilometri da queste case. E questo ovviamente fa aumentare la possibilità di rischio ed è per questo che incrementiamo i servizi di sicurezza operativi in queste zone, che sono quotidianamente aggiornati e addestrati a combattere cellule terroristiche che in ogni momento possono diventare operative."

Nei primi mesi del 2007 i servizi di sicurezza spagnoli hanno portato a termine un’operazione antiterroristica denominata DUNA, sfociata nell’arresto di 7 persone, residenti nel barrio Principe Alfonso, il quartiere arabo-musulmano che si trova proprio a ridosso della barriera doganale con il Marocco. Qui risiede la gran parte degli elettori dell’UDCE, il partito musulmano dell’unione democratica di Ceuta, che ha preso il posto dei socialisti come principale partito dell’opposizione all’interno di un’assemblea controllata dal Partito Popolare. Segretario Generale del partito è Musa Rahal, che sull’operazione DUMA si esprime in modo critico: “Da quel momento i ragazzi musulmani hanno avuto difficoltà a fare carriera nell’esercito” denuncia Rahal, che si batte per contrastare la povertà in questa zona della città. È infatti questa, a suo parere, la principale motivazione di percorsi che sfociano nella criminalità e nel terrorismo: “Dove trova nuovi adepti Al Qaueda? Ovviamente nei quartieri poveri tra chi ha più bisogno. Quello che dico io lo confermano gli studi fatti. Il modo per sradicare tutto questo? Ripartire meglio i benefici di cui godono in pochi."

Tra immigrazione regolare e contrabbando di merci e di esseri umani questo estremo confine d’Europa fa i conti ogni giorno con le grandi ricchezze del confronto interculturale e le miserie della disuguaglianza tra popoli e persone.