Ceuta, enclave spagnola a sud dello stretto di Gibilterra, si stende
su un lembo di terra di appena 20 chilometri quadrati. Il confine
che la separa dal Marocco non è un confine come gli altri.
La doppia fila di reti, che corre per una manciata di chilometri,
protegge questa estrema propagine d’Europa da un flusso di
persone e di merci che in ogni momento rischia di trascendere i limiti
della legalità.
Ceuta si affaccia sulla terra d’Islam, come spiega Jenaro
Garcia Arreciado, Delegato del Governo spagnolo in questa regione
autonoma: “…abbiamo il mondo islamico a due chilometri
da queste case. E questo ovviamente fa aumentare la possibilità di
rischio ed è per questo che incrementiamo i servizi di sicurezza
operativi in queste zone, che sono quotidianamente aggiornati e addestrati
a combattere cellule terroristiche che in ogni momento possono diventare
operative."
Nei primi mesi del 2007 i servizi di sicurezza spagnoli
hanno portato a termine un’operazione antiterroristica denominata
DUNA, sfociata nell’arresto di 7 persone, residenti nel barrio
Principe Alfonso, il quartiere arabo-musulmano che si trova proprio
a ridosso della
barriera doganale con il Marocco. Qui risiede la gran parte degli
elettori dell’UDCE, il partito musulmano dell’unione
democratica di Ceuta, che ha preso il posto dei socialisti come principale
partito dell’opposizione all’interno di un’assemblea
controllata dal Partito Popolare. Segretario Generale del partito è Musa
Rahal, che sull’operazione DUMA si esprime in modo critico: “Da
quel momento i ragazzi musulmani hanno avuto difficoltà a
fare carriera nell’esercito” denuncia Rahal, che si batte
per contrastare la povertà in questa zona della città. È infatti
questa, a suo parere, la principale motivazione di percorsi che sfociano
nella criminalità e nel terrorismo: “Dove trova nuovi
adepti Al Qaueda? Ovviamente nei quartieri poveri tra chi ha più bisogno.
Quello che dico io lo confermano gli studi fatti. Il modo per sradicare
tutto questo? Ripartire meglio i benefici di cui godono in pochi."
Tra immigrazione regolare e contrabbando di merci e di esseri umani
questo estremo confine d’Europa fa i conti ogni giorno con
le grandi ricchezze del confronto interculturale e le miserie della
disuguaglianza tra popoli e persone.