Traffico d'organi in Albania dopo la fine della guerra del Kosovo.
E' questa una delle novita' piu' clamorose contenute nel libro 'La Caccia'
dell'ex procuratore del Tribunale dell'Aja contro i crimini di guerra
Carla Del Ponte. La Del Ponte nel libro scrive che "da fonti giornalistiche
affidabili" il suo team investigativo è venuto a sapere che circa
trecento serbi del Kosovo, rapiti durante la primavera del 1999, furono
trasferiti nel nord dell'Albania. Questi prigionieri all'inizio furono
rinchiusi in campi in luoghi come Kukes e Tropoje.
Secondo
le fonti giornalistiche, i prigionieri più giovani e vitali furono trasferiti nel carcere della cittadina di Burrel a nord di Tirana. Un gruppo di prigionieri fu incarcerato in una baracca dentro una "casa gialla" nelle campagne di Burrel, e una stanza di questa "casa gialla",
come hanno descritto i giornalisti, serviva da sala operatoria
in cui i chirurghi estraevano gli organi ai prigionieri. Gli organi in
seguito,
attraverso l'aeroporto di Rinas nei pressi di Tirana, venivano
inviati alle cliniche chirurgiche all'estero dove venivano impiegati
per essere
impiantati ai clienti paganti. Gli esperti del tribunale dell'Aja
hanno perquisito la casa sospetta di Burrel nel febbraio del 2004. Il
gruppo
investigativo di Rainews24 e' riuscito a raggiungere la casa oggetto
dell'investigazione degli esperti del tribunale dell'Aja. L'inchiesta
di Rainews24, attraverso
le interviste dei protagonisti ricostruisce i passaggi salienti
di questa storia. Nell'inchiesta vengono riportate anche le reazioni
degli esperti
serbi che hanno avviato ricerche sui loro connazionali scomparsi
in Albania