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Le inchieste di Rainews24

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Polvere di guerra: uranio a Beirut

Il broglio, lo spoglio, lo sbaglio

Alliance Base

Il segreto delle urne

Nubi somale

Anatomia di una bomba

Intercettazioni: il caso Tsalikidis

Rapporto 41

Gaza. ferite inspiegabili e nuove armi

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Ladri di bambini a Baghdad

Voli Cia: Giornalisti nel mirino

Ma liberaci dal gas

La fuga dei senza patria

Craig Murray: il coraggio della verità

"Nostro figlio ucciso dal fuoco amico"

Eroi senza medaglia

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Terra esplosiva

La strage di Ishaqi

Guerre Stellari in Iraq

Voli CIA, l'Europa indaga

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Le battaglie di Halabja

Voli e sequestri CIA: Il caso Arar e il caso El Masri

Il fantasma di Abu Ghraib

Uranio Impoverito


La guerra dei contractor

Fallujah: la strage nascosta

In nome del petrolio



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18 gennaio 2007

Apcom - -LIBANO/RAINEWS24:C'E' URANIO ARRICCHITO TRA LE MACERIE DI BEIRUT?

Potrebbe esserci uranio arricchito tra le macerie di Beirut. Lo confermano le analisi condotte da due diversi laboratori inglesi (tra i quali l'Harwell, utilizzato dal ministero della Difesa), che avrebbero rilevato presenza di uranio arricchito, molto piu' radioattivo e dagli effetti piu' devastanti rispetto a quello impoverito, anche nel filtro del carburatore di un'ambulanza che ha operato per 14 giorni, sotto i bombardamenti israeliani dell'estate scorsa, nel sud della citta'. A raccontarlo e' 'Polveri di guerra. Uranio a Beirut', un'inchiesta di Rainews24 realizzata da Maurizio Torrealta, Angelo Saso e Flaviano Masella, la stessa squadra che realizzo' un'inchiesta shock denunciando la presenza di uranio nella citta' di Khiam, nel sud del Libano.

L'inchiesta, che sara' trasmessa domani alle 7.36 su Rainews24 e, in chiaro, su Rai 3, e che gia' da oggi e' disponibile sul sito del canale all news (nel week end anche le versioni in inglese e in arabo), e' costruita presentando le diverse posizioni. Quella dei ricercatori Day Williams e Cris Busby, che assicurano di aver trovato tracce di uranio arricchito; quella del fisico e ricercatore libanese Mohammed Ali Kobeissi, le cui analisi portano a ritenere che si tratti di uranio impoverito (le cui polveri hanno gia' causato decine di morti tra i soldati italiani che operarono nei Balcani in missioni di peace keeping); e ancora, quella dell'Unep, l'agenzia ambientale dell'Onu, che ha svolto analisi nello stesso cratere e dalle quali risulterebbe un'alta presenza di uranio (con una concentrazione di dieci volte superiore alla norma), 'non modificato', ovvero naturale. Anche se, fanno notare gli autori, "l'Unep non ha mai trovato uranio che non sia naturale. Anche nei Balcani...".

Di qui, gli interrogativi che si aprono sono molti. "Perche' i risultati delle analisi sono cosi' diversi?", si domandano gli autori, precisando che l'incongruenza si manifesta anche nel caso di due campioni d'acqua prelevati nello stesso momento e posto. Se la tesi dei due scienziati fosse vera, comunque, sarebbe il primo caso di ritrovamento di uranio arricchito, il cui processo di formazione e' complesso e costoso. E, soprattutto, di natura nucleare. "Se fosse vero, perche' Israele dovrebbe utilizzare uranio arricchito se non per uno scopo preciso?", chiede il fisico italiano, Emilio Del Giudice, seduto in platea. D'altronde, e' una domanda che anche Busby pone alle telecamere di Rainews24: "Sarebbe come se qualcuno volesse uccidere un nemico sparandogli dei diamanti", osserva. Forse, aggiunge ancora Del
Giudice, "l'ipotetico uranio arricchito non si trovava nell'ordigno originariamente, ma si e' venuto a creare a seguito dell'esplosione, che comunque presupporrebbe una reazione
nucleare. Bisognerebbe capire...". Nel video, qualcuno ipotizza che Israele abbia realizzato
" un'arma speciale", qualcun altro che gli ordigni contenessero anche uranio naturale, per innalzare il generale livello radioattivo in modo da non consentire l'isolamento dell'uranio
arricchito. "Sono domande - ammette Torrealta - a cui non possiamo dare una risposta". E pero' tracce di uranio sono state trovate anche nell'urina di alcuni civili libanesi. "Potrebbe
essere un caso isolato - recita la voce fuori campo - o un'interpretazione discutibile. Dovrebbe pero' bastare per chiedere a chi e' responsabile della salute dei libanesi di fare
altre analisi per sgombrare il campo dai dubbi".

Adnkronos - URANIO: RAINEWS24, PRESENZA POLVERI RILEVATA A BEIRUT. ANALISI SUL FILTRO DEL CARBURATORE DI UN'AMBULANZA
Roma, 18 gen. - Si intitola 'Polveri di guerra. Uranio a Beirut' l'inchiesta in onda domani alle 7.36 su Rainews24 e su Rai3. "Dopo le analisi dei campioni del cratere nella citta' di
Khiam nel Sud del Libano raccontati da una precedente inchiesta di Rainews24, nuovi rilevamenti confermano la presenza di polveri di uranio arricchito a Beirut. Questa volta -si legge in una nota- si tratta dell'analisi realizzata su un filtro del carburatore di una
autoambulanza nella zona sud della citta'. I prelievi realizzati da due ricercatori inglesi, Day Williams e Cris Busby, ed analizzati da due diversi laboratori inglesi (tra questi il prestigioso laboratorio di Harwell utilizzato dal Ministero della Difesa Britannico), hanno
confermato la presenza di uranio arricchito"."Il ricercatore inglese Day Wiliams ha raccolto a Beirut anche campioni di urina di persone che hanno operato nelle zone colpite dai
bombardamenti, uno di questi ha mostrato la presenza di uranio. Anche l'Unep, l'Agenzia ambientale delle Nazioni Unite, ha svolto analisi sui campioni del cratere di Khiam ed ha trovato concentrazione di uranio dieci volte superiore alla norma, ha anche analizzato -prosegue la nota- altri 24 siti dove ha rilevato la presenza di uranio ma ha valutato che si trattasse di uranio naturale"."Le polveri di uranio, sia che si tratti di polveri di uranio
arricchito o impoverito o naturale, se respirate o ingerite -sottolinea il comunicato- sono altamente tossiche e le aeree che ne sono invase vengono ad essere ad alto rischio".

"Le zone coinvolte -continua la nota- sono non lontane dall'area di azione del contingente militare italiano nel sud del Libano. Rainews24 ha raccolto le preoccupazioni dei libanesi che vivono nelle zone colpite, ha rintracciato l'autoambulanza contaminata, ha intervistato uno dei guidatori, ha intervistato i due ricercatori inglesi che hanno raccolto e fatto analizzare i campioni radioattivi, ha intervistato lo scienziato libanese che ha lanciato
l'allarme sulla radioattivita' a Khiam, ha verificato lo stato delle analisi svolte dall'Unep".
L'Inchiesta 'Polveri di Guerra. Uranio a Beirut', realizzata da Flaviano Masella, Angelo Saso e Maurizio Torrealta, sara' disponibile sul sito www.rainews24.it.

Adnkronos - URANIO: ACCAME, DIFESA FACCIA CHIAREZZA SU RISCHI CONTAMINAZIONE IN LIBANO

In Libano "deve valere il principio di precauzione per i nostri militari. E' assurdo aspettare che la diplomazia israeliana ci dia le mappe delle bombe che ha disseminato in Libano per prendere provvedimenti. Intanto noi siamo sul posto e nessuno puo' escludere con certezza che non siamo esposti a rischi". Falco Accame, ex presidente della Commissione Difesa della Camera, interviene cosi' sul tema delle possibili contaminazioni da uranio radioattivo in una nota diffusa da 'GrNews.it'. "Fino a qualche mese fa -prosegue Accame- gli israeliani hanno negato di aver utilizzato armi non convenzionali, poi e' saltata fuori la notizia delle tracce di radioattivita' riscontrate in due siti a sud del paese arabo." "E' necessario che il Ministero della Difesa faccia chiarezza sulla vicenda -rileva Accame- per non ritrovarci tra qualche anno a dover fare la conta di casi sospetti di malati e morti, come sta accadendo oggi con le missioni degli anni scorsi".

Agi - URANIO: MILITARE ITALIANO IN LIBANO, NESSUNA PRECAUZIONE

Non abbiamo "nessun equipaggiamento particolare da utilizzare in eventuali contatti con zone o veicoli contaminati dall'uranio impoverito". E' la testimonianza di un caporale dell'Esercito della brigata 'Pozzuolo del Friuli', l'unita' italiana che guida la missione
" Leonte" in Libano, raccolta in un'inchiesta del portale della sicurezza GrNews.it.
"Abbiamo in dotazione la maschera anti-Nbc, modello M90, da utilizzare in caso di presenza di sostanze chimiche - precisa il militare di stanza a Tibnin, sede del quartier generale
italiano -. Tute ad hoc, occhiali, maschere particolari o altro non ne abbiamo mai utilizzate, onestamente" ."Noi operiamo in un raggio di 35 chilometri dalla nostra base - spiega - sinceramente non sappiamo se esiste questo problema dell'uranio impoverito. Abbiamo, come immagino voi, appreso la notizia della possibile contaminazione della zona di Khiam qualche tempo fa. Ma di queste cose, per la verita', non se ne parla tanto".

Ansa - LIBANO: INCHIESTA RAINEWS24; URANIO ARRICCHITO A BEIRUT?

Polveri di uranio arricchito, molto piu' costoso e piu' radioattivo dell'uranio impoverito, sono
state trovate nel filtro del carburatore di un'ambulanza distrutta a Beirut durante l'attacco israeliano della scorsa estate: lo affermano due scienziati inglesi, che hanno effettuato i prelievi in due diversi laboratori e che sono stati intervistati nell'ambito di un'inchiesta di Rainews24."Polveri di guerra. Uranio a Beirut", questo il titolo dell'inchiesta - realizzata da Maurizio Torrealta, Angelo Saso e Flaviano Mastella - che sara' messa in onda domani alle 7:36 su Rainews24 e su Rai 3. Oggi e' stata presentata alla stampa. I due ricercatori, Day Williams e Cris Busby, sostengono di aver trovato tracce di uranio arricchito anche nel cratere provocato da una bomba a Khiam, nel sud del Libano (localita' gia' oggetto di un precedente reportage di Rainews24, che e' tornata sul posto), non molto lontano dall'area di azione del contingente militare italiano. Il fisico e ricercatore libanese Mohammed Ali Kobeissi ritiene invece piu' probabile che a Khiam si tratti di uranio impoverito ("molto dipende dal metodo con cui si misurano le radiazioni"), mentre l'Unep, l'agenzia
ambientale dell'Onu, che ha svolto analisi nello stesso cratere e in altri 24 siti, ha si' trovato tracce di uranio, in alcuni casi con una concentrazione dieci volte superiore alla norma, ma
ha valutato che si trattasse di uranio naturale. La tesi dei ricercatori inglesi e' dunque controversa, ma se fosse vera aprirebbe a molti interrogativi, come ha sottolineato
durante la presentazione dell'inchiesta anche il fisico italiano Emilio Del Giudice: "L'ipotetico uranio arricchito si trovava nell'ordigno o e' il frutto dell'esplosione?", si e' chiesto."Perche' si dovrebbe utilizzare l'uranio arricchito? E' come se qualcuno volesse uccidere un nemico sparandogli dei diamanti", osserva Busby nell'intervista. E conclude: "Mi risulta davvero singolare che qualcuno possa usare uranio arricchito se non per realizzare una nuova arma speciale".

Velino - Rainews24: l'inchiesta "Polveri di guerra. Uranio a Beirut"

"Domani, venerdi' 19 gennaio, alle 7,36 su Rainews24 e su RaiTre andra' in onda l'inchiesta a cura di Maurizio Torrealta, realizzata da Flaviano Masella, Angelo Saso e Torrealta stesso dal titolo Polveri di guerra. Uranio a Beirut". Cosi' annuncia il comunicato stampa di Rainews24 che prosegue: "Dopo le analisi dei campioni del cratere nella citta' di Khiam nel Sud del Libano raccontati da una precedente inchiesta di Rainews24, nuovi rilevamenti confermano la presenza di polveri di Uranio arricchito a Beirut. Questa volta si tratta dell'analisi realizzata su un filtro del carburatore di una autoambulanza nella zona sud della citta', i prelievi realizzati da 2 ricercatori inglesi, Day Williams e Cris Busby, ed analizzati da due diversi laboratori inglesi (tra questi il prestigioso laboratorio di Harwell utilizzato dal ministero della Difesa Britannico), hanno confermato la presenza di uranio arricchito. Il ricercatore inglese Day Wiliams ha raccolto a Beirut anche campioni di urina di persone che hanno operato nelle zone colpite dai bombardamenti, uno di questi ha mostrato la presenza di uranio. Anche l'Unep, l'Agenzia ambientale delle Nazioni Unite, ha svolto analisi sui campioni del cratere di Khiam ed ha trovato concentrazione di uranio dieci volte superiore alla norma, ha anche analizzato altri 24 siti dove a rilevato la presenza di uranio ma ha valutato che si trattasse di uranio naturale. Le polveri di uranio, sia che si tratti di polveri di uranio arricchito o impoverito o naturale, se respirate o ingerite sono altamente tossiche e le aeree che ne sono invase vengono ad essere ad alto rischio. Le zone coinvolte sono non lontane dall'area di azione del contingente militare italiano nel sud del Libano. Rainews24 ha raccolto le preoccupazioni dei libanesi che vivono nelle zone colpite, ha rintracciato l'autoambulanza contaminata, ha intervistato uno dei guidatori, ha intervistato i due ricercatori inglesi che hanno raccolto e fatto analizzare i campioni radioattivi, ha intervistato lo scienziato libanese che ha lanciato l'allarme sulla radioattivita' a Khiam, ha verificato lo stato delle analisi svolte dall'Unep. L'inchiesta Polveri di guerra. Uranio a Beirut e' disponibile da oggi pomeriggio sul sito www.rainews24.it".

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