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- -LIBANO/RAINEWS24:C'E' URANIO ARRICCHITO TRA LE MACERIE
DI BEIRUT?
Potrebbe esserci uranio arricchito
tra le
macerie di Beirut. Lo confermano le analisi condotte
da due
diversi laboratori inglesi (tra i quali l'Harwell, utilizzato
dal
ministero della Difesa), che avrebbero rilevato presenza
di
uranio arricchito, molto piu' radioattivo e dagli effetti
piu'
devastanti rispetto a quello impoverito, anche nel filtro
del
carburatore di un'ambulanza che ha operato per 14 giorni,
sotto i
bombardamenti israeliani dell'estate scorsa, nel sud
della citta'.
A raccontarlo e' 'Polveri di guerra. Uranio a Beirut',
un'inchiesta di Rainews24 realizzata da Maurizio Torrealta,
Angelo Saso e Flaviano Masella, la stessa squadra che
realizzo'
un'inchiesta shock denunciando la presenza di uranio
nella citta'
di Khiam, nel sud del Libano.
L'inchiesta, che sara' trasmessa domani alle 7.36 su
Rainews24 e,
in chiaro, su Rai 3, e che gia' da oggi e' disponibile
sul sito del
canale all news (nel week end anche le versioni in inglese
e in
arabo), e' costruita presentando le diverse posizioni.
Quella dei
ricercatori Day Williams e Cris Busby, che assicurano
di aver
trovato tracce di uranio arricchito; quella del fisico
e
ricercatore libanese Mohammed Ali Kobeissi, le cui analisi
portano a ritenere che si tratti di uranio impoverito
(le
cui
polveri hanno gia' causato decine di morti tra i soldati
italiani
che operarono nei Balcani in missioni di peace keeping);
e
ancora, quella dell'Unep, l'agenzia ambientale dell'Onu,
che ha
svolto analisi nello stesso cratere e dalle quali risulterebbe
un'alta presenza di uranio (con una concentrazione di
dieci
volte
superiore alla norma), 'non modificato', ovvero naturale.
Anche se, fanno notare gli autori, "l'Unep non ha
mai trovato
uranio che non sia naturale. Anche nei Balcani...".
Di qui, gli interrogativi che si aprono sono molti. "Perche'
i
risultati delle analisi sono cosi' diversi?", si
domandano gli
autori, precisando che l'incongruenza si manifesta anche
nel caso
di due campioni d'acqua prelevati nello stesso momento
e posto.
Se la tesi dei due scienziati fosse vera, comunque, sarebbe
il
primo caso di ritrovamento di uranio arricchito, il cui
processo
di formazione e' complesso e costoso. E, soprattutto,
di natura
nucleare. "Se fosse vero, perche' Israele dovrebbe
utilizzare
uranio arricchito se non per uno scopo preciso?",
chiede il
fisico italiano, Emilio Del Giudice, seduto in platea.
D'altronde, e' una domanda che anche Busby pone alle
telecamere
di
Rainews24: "Sarebbe come se qualcuno volesse uccidere
un nemico
sparandogli dei diamanti", osserva. Forse, aggiunge
ancora Del
Giudice, "l'ipotetico uranio arricchito non si trovava
nell'ordigno originariamente, ma si e' venuto a creare
a seguito
dell'esplosione, che comunque presupporrebbe una reazione
nucleare. Bisognerebbe capire...".
Nel video, qualcuno ipotizza che Israele abbia realizzato
"
un'arma speciale", qualcun altro che gli ordigni
contenessero
anche uranio naturale, per innalzare il generale livello
radioattivo in modo da non consentire l'isolamento dell'uranio
arricchito. "Sono domande - ammette Torrealta -
a cui non
possiamo dare una risposta". E pero' tracce di uranio
sono state
trovate anche nell'urina di alcuni civili libanesi. "Potrebbe
essere un caso isolato - recita la voce fuori campo -
o un'interpretazione discutibile. Dovrebbe pero' bastare
per
chiedere a chi e' responsabile della salute dei libanesi
di fare
altre analisi per sgombrare il campo dai dubbi".
Adnkronos - URANIO: RAINEWS24, PRESENZA POLVERI RILEVATA
A BEIRUT. ANALISI SUL FILTRO DEL CARBURATORE DI UN'AMBULANZA
Roma, 18 gen. - Si intitola 'Polveri di guerra.
Uranio a Beirut' l'inchiesta in onda domani alle 7.36 su Rainews24 e
su Rai3. "Dopo le analisi dei campioni del cratere nella citta' di
Khiam nel Sud del Libano raccontati da una precedente inchiesta di
Rainews24, nuovi rilevamenti confermano la presenza di polveri di
uranio arricchito a Beirut. Questa volta -si legge in una nota- si
tratta dell'analisi realizzata su un filtro del carburatore di una
autoambulanza nella zona sud della citta'. I prelievi realizzati da
due ricercatori inglesi, Day Williams e Cris Busby, ed analizzati da
due diversi laboratori inglesi (tra questi il prestigioso laboratorio
di Harwell utilizzato dal Ministero della Difesa Britannico), hanno
confermato la presenza di uranio arricchito"."Il ricercatore inglese
Day Wiliams ha raccolto a Beirut anche campioni di urina di persone che hanno
operato nelle zone colpite dai
bombardamenti, uno di questi ha mostrato la presenza di uranio. Anche
l'Unep, l'Agenzia ambientale delle Nazioni Unite, ha svolto analisi
sui campioni del cratere di Khiam ed ha trovato concentrazione di
uranio dieci volte superiore alla norma, ha anche analizzato -prosegue
la nota- altri 24 siti dove ha rilevato la presenza di uranio ma ha
valutato che si trattasse di uranio naturale"."Le polveri di uranio, sia che si tratti di polveri di uranio
arricchito o impoverito o naturale, se respirate o ingerite
-sottolinea il comunicato- sono altamente tossiche e le aeree che ne
sono invase vengono ad essere ad alto rischio".
"Le zone coinvolte -continua la nota-
sono non
lontane dall'area di azione del contingente militare italiano nel sud
del Libano. Rainews24 ha raccolto le preoccupazioni dei libanesi che
vivono nelle zone colpite, ha rintracciato l'autoambulanza
contaminata, ha intervistato uno dei guidatori, ha intervistato i due
ricercatori inglesi che hanno raccolto e fatto analizzare i campioni
radioattivi, ha intervistato lo scienziato libanese che ha lanciato
l'allarme sulla radioattivita' a Khiam, ha verificato lo stato delle
analisi svolte dall'Unep".
L'Inchiesta 'Polveri di Guerra. Uranio a Beirut', realizzata da
Flaviano Masella, Angelo Saso e Maurizio Torrealta, sara' disponibile
sul sito www.rainews24.it.
Adnkronos - URANIO: ACCAME, DIFESA FACCIA CHIAREZZA
SU RISCHI CONTAMINAZIONE IN LIBANO
In Libano "deve valere il principio
di precauzione per i nostri militari. E' assurdo aspettare che la
diplomazia israeliana ci dia le mappe delle bombe che ha disseminato
in Libano per prendere provvedimenti. Intanto noi siamo sul posto e
nessuno puo' escludere con certezza che non siamo esposti a rischi".
Falco Accame, ex presidente della Commissione Difesa della Camera,
interviene cosi' sul tema delle possibili contaminazioni da uranio
radioattivo in una nota diffusa da 'GrNews.it'. "Fino a qualche mese
fa -prosegue Accame- gli israeliani hanno negato di aver utilizzato
armi non convenzionali, poi e' saltata fuori la notizia delle tracce
di radioattivita' riscontrate in due siti a sud del paese arabo." "E'
necessario che il Ministero della Difesa faccia chiarezza
sulla vicenda -rileva Accame- per non ritrovarci tra qualche anno a
dover fare la conta di casi sospetti di malati e morti, come sta
accadendo oggi con le missioni degli anni scorsi".
Agi - URANIO: MILITARE ITALIANO IN LIBANO, NESSUNA PRECAUZIONE
Non abbiamo "nessun equipaggiamento
particolare da utilizzare in eventuali contatti con zone
o
veicoli contaminati dall'uranio impoverito". E'
la
testimonianza di un caporale dell'Esercito della brigata
'Pozzuolo del Friuli', l'unita' italiana che guida la
missione
"
Leonte" in Libano, raccolta in un'inchiesta del
portale della
sicurezza GrNews.it.
"Abbiamo in dotazione la maschera anti-Nbc, modello M90, da
utilizzare in caso di presenza di sostanze chimiche - precisa
il militare di stanza a Tibnin, sede del quartier generale
italiano -. Tute ad hoc, occhiali, maschere particolari o altro
non ne abbiamo mai utilizzate, onestamente" ."Noi operiamo in un
raggio di 35 chilometri dalla nostra base - spiega - sinceramente non sappiamo
se esiste questo
problema dell'uranio impoverito. Abbiamo, come immagino voi,
appreso la notizia della possibile contaminazione della zona di
Khiam qualche tempo fa. Ma di queste cose, per la verita', non
se ne parla tanto".
Ansa - LIBANO: INCHIESTA RAINEWS24;
URANIO ARRICCHITO A BEIRUT?
Polveri di uranio arricchito, molto
piu' costoso e piu' radioattivo dell'uranio impoverito, sono
state trovate nel filtro del carburatore di un'ambulanza
distrutta a Beirut durante l'attacco israeliano della scorsa
estate: lo affermano due scienziati inglesi, che hanno
effettuato i prelievi in due diversi laboratori e che sono stati
intervistati nell'ambito di un'inchiesta di Rainews24."Polveri di guerra.
Uranio a Beirut",
questo il titolo dell'inchiesta - realizzata da Maurizio Torrealta, Angelo
Saso e
Flaviano Mastella - che sara' messa in onda domani alle 7:36 su
Rainews24 e su Rai 3. Oggi e' stata presentata alla stampa.
I due ricercatori, Day Williams e Cris Busby, sostengono di
aver trovato tracce di uranio arricchito anche nel cratere
provocato da una bomba a Khiam, nel sud del Libano (localita'
gia' oggetto di un precedente reportage di Rainews24, che e'
tornata sul posto), non molto lontano dall'area di azione del
contingente militare italiano. Il fisico e ricercatore libanese
Mohammed Ali Kobeissi ritiene invece piu' probabile che a Khiam
si tratti di uranio impoverito ("molto dipende dal metodo con
cui si misurano le radiazioni"), mentre l'Unep, l'agenzia
ambientale dell'Onu, che ha svolto analisi nello stesso cratere
e in altri 24 siti, ha si' trovato tracce di uranio, in alcuni
casi con una concentrazione dieci volte superiore alla norma, ma
ha valutato che si trattasse di uranio naturale.
La tesi dei ricercatori inglesi e' dunque controversa, ma se
fosse vera aprirebbe a molti interrogativi, come ha sottolineato
durante la presentazione dell'inchiesta anche il fisico italiano
Emilio Del Giudice: "L'ipotetico uranio arricchito si trovava
nell'ordigno o e' il frutto dell'esplosione?", si e' chiesto."Perche'
si dovrebbe utilizzare l'uranio arricchito? E' come se qualcuno volesse uccidere
un nemico sparandogli dei
diamanti", osserva Busby nell'intervista. E conclude: "Mi
risulta davvero singolare che qualcuno possa usare uranio
arricchito se non per realizzare una nuova arma speciale".
Velino - Rainews24: l'inchiesta "Polveri
di guerra. Uranio a Beirut"
"Domani, venerdi' 19 gennaio, alle 7,36 su Rainews24
e su RaiTre andra' in onda l'inchiesta a cura di Maurizio Torrealta, realizzata
da Flaviano Masella, Angelo Saso e Torrealta stesso dal titolo Polveri di guerra.
Uranio a Beirut". Cosi' annuncia il comunicato stampa di Rainews24 che
prosegue: "Dopo le analisi dei campioni del cratere nella citta' di Khiam
nel Sud del Libano raccontati da una precedente inchiesta di Rainews24, nuovi
rilevamenti confermano la presenza di polveri di Uranio arricchito a Beirut.
Questa volta si tratta dell'analisi realizzata su un filtro del carburatore
di una autoambulanza nella zona sud della citta', i prelievi realizzati da
2 ricercatori inglesi, Day Williams e Cris Busby, ed analizzati da due diversi
laboratori inglesi (tra questi il prestigioso laboratorio di Harwell utilizzato
dal ministero della Difesa Britannico), hanno confermato la presenza di uranio
arricchito. Il ricercatore inglese Day Wiliams ha raccolto a Beirut anche campioni
di urina di persone che hanno operato nelle zone colpite dai bombardamenti,
uno di questi ha mostrato la presenza di uranio. Anche l'Unep, l'Agenzia ambientale
delle Nazioni Unite, ha svolto analisi sui campioni del cratere di Khiam ed
ha trovato concentrazione di uranio dieci volte superiore alla norma, ha anche
analizzato altri 24 siti dove a rilevato la presenza di uranio ma ha valutato
che si trattasse di uranio naturale. Le polveri di uranio, sia che si tratti
di polveri di uranio arricchito o impoverito o naturale, se respirate o ingerite
sono altamente tossiche e le aeree che ne sono invase vengono ad essere ad
alto rischio. Le zone coinvolte sono non lontane dall'area di azione del contingente
militare italiano nel sud del Libano. Rainews24 ha raccolto le preoccupazioni
dei libanesi che vivono nelle zone colpite, ha rintracciato l'autoambulanza
contaminata, ha intervistato uno dei guidatori, ha intervistato i due ricercatori
inglesi che hanno raccolto e fatto analizzare i campioni radioattivi, ha intervistato
lo scienziato libanese che ha lanciato l'allarme sulla radioattivita' a Khiam,
ha verificato lo stato delle analisi svolte dall'Unep. L'inchiesta Polveri
di guerra. Uranio a Beirut e' disponibile da oggi pomeriggio sul sito www.rainews24.it".
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