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22 giugno 2006

“NOSTRO FIGLIO UCCISO DAL FUOCO AMICO”
di Sigfrido Ranucci a cura di Maurizio Torrealta

Durante la trasmissione di ” Eroi senza medaglie”, l’inchiesta di Sigfrido Ranucci (curata da Maurizio Torrealta) , sui motivi del mancato assegnamento delle medaglie d'oro ai caduti di Nassirija e sulla reale dinamica della strage, è stato mostrato un video inedito nel quale si udiva l’ esplosione di un deposito di munizioni italiane proprio dopo l’esplosione dell’ autobomba. Dopo aver visto questa inchiesta in televisione, i genitori di uno dei militari uccisi, hanno contattato la redazione di rainews24 perché si sono resi conto che il loro figlio era stato ucciso dall’ esplosione di quel deposito di munizioni collocato proprio all’ entrata della base e non dalla autobomba.

Maria Ferraro, la madre del Caporale maggiore Emanuele, parla dopo un silenzio durato più di due anni , consumato nell’attesa di informazioni ufficiali sulla morte del figlio . Informazioni mai arrivate. La signora Ferraro, mettendo insieme i frammenti di notizie ricevute dai commilitoni del figlio, arriva alla conclusione che Emanuele è stato ucciso dalle pallottole italiane depositate nella cosiddetta “riservetta”. “All’inizio mi è stato detto” racconta la madre “ che mio figlio era stato colpito da tre pallottole, quando ho chiesto se si trattava di pallottole di kalashnikov , mi è stato risposto che non erano pallottole di quel tipo.” Dario Ferraro , il padre di Emanuele, racconta di aver visto il corpo del figlio, nella bara, intatto, senza traccia di bruciature né di altre lesioni. Il caricatore del fucile mitragliatore di Emanuele era stato trovato con alcuni colpi sparati, questo particolare aveva fatto sì che Emanuele venisse proposto per la medaglia al valore militare perché aveva risposto all’ attacco nemico. Ma la medaglia non arrivò mai. I genitori di Emanuele, pur pensando che sarebbe giusto onorare tutti militari uccisi a Nassirija con la medaglia al valore militare perché caduti nella difesa della propria bandiera, esigono che venga detta la verità sulla reale dinamica della strage e che ne siano individuate le responsabilità. Il padre di Emanuele chiude l’ intervista dicendo” si racconti anche la verità su come venivano accolti i nostri soldati quando lanciavano biscotti ai bambini… quello che ricevevano erano sassi, la popolazione locale li accoglieva con il lancio di sassi….”

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Eroi senza medaglie


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