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pubblicato il 20 Marzo 2006| - - - - | torna alla homepage dell'inchiesta "Il fantasma di Abu Ghraib"

L’ avvocato Susan Burque conferma che l’ incappucciato e’ quello intervistato da Rai News 24 che ha pubblicato la foto con la mano deforme.
Nell’ intervista al New York Times, per una svista era stata pubblicata la foto di un altro prigioniero.

“Stanno cercando di insabbiare l' indagine sulle torture avvenute ad Abu Ghraib chiedendo soltanto a persone che sono ancora sotto il loro controllo di raccontare di non essere stati sottoposti a questi trattamenti, come ad esempio le scosse elettriche, e coprire in questo modo la loro condotta.” e’ la denuncia a Rai News 24 di Susan Burque, l’ avvocato americano che difende Ali al Kaisi e un'altra sessantina di prigionieri torturati ad Abu Ghraib. La Burque e’ intervenuta anche sulle recenti polemiche tra la rivista americana on line, Salon e il New York Times sull’ identita’ di Ali Al Kaisi quale ritratto nelle foto simbolo incappucciato e con gli elettrodi alle mani. La Burque ha confermato che Ali Al Kaisi e’ stato elettrizzato e incappucciato e che e’ stato fotografato in quella posizione, cosi come mostrato da Rai News 24.
Se ci limitiamo ad analizzare esclusivamente le foto, c'e' almeno una foto che 'ritrae la sua mano deforme – ha detto la Burque esaminando le foto pubblicate dal sito di Rai News 24. – Mentre per una semplice svista quando ha incontrato il NYT e' stato intervistato con in mano una fotografia che probabilmente ritrae Gilligan ( un altro prigioniero incappucciato). “Abbiamo interrogato altri detenuti che sono stati sottoposti alle scosse elettriche e altre dozzine di persone costrette a stare in piedi e torturate negli stessi modi descritti da Al Kaisi . Anche se lui ed altri, nell'ala piu dura del carcere, sono stati sottoposti agli abusi piu' pesanti. L'articolo di Salon e' basato sulle informazioni ricevute dalla polizia militare, che e' parte dei torturatori, quindi dal mio punto di vista non e' una fonte particolarmente credibile .” ha continuato l’avvocato americano che ha ricordato come Cris Grey, portavoce del commando investigativo criminale dell' esercito, sostiene che alla fine e' risultato che una sola persona sia stata trattata con le scosse elettriche, ma in realta’ non sono mai state interrogate altre presunte vittime. Siamo andati in Kuwait nel Giugno del 2005, dove abbiamo parlato con le due persone responsabili del "detainee abuse task force.- ha detto la Burque a rai news 24 - quello che abbiamo imparato in quell'occasione e' che non hanno alcun genuino interesse di indagare approfonditamente sui molti, molti crimini che sono stati commessi in queste prigioni . L’ avvocato ha poi mostrato un documento del dipartimento della difesa che dimostra come l'uso delle scosse elettriche facesse parte delle tecniche di interrogazione: il documento datato 18 agosto 2003, e ottenuto attraverso il Freedom of Information act, che ha una "wish list" (lista di cose desiderate - NDR) alla fine della pagina tra le tecniche si parla di "elettroesecuzione a basso voltaggio". “Quindi abbiamo qui un riscontro credibile che arriva direttamente dal governo che dimostra l'uso delle scosse elettriche.

 

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