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La guerra dei contractor

Fallujah: la strage nascosta

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pubblicato il 22 Febbraio 2006
Le reazioni politiche
Il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio commentando l'intervista realizzata da Rainews24 ad Ali Shalal el Kaissi, il prigioniero di Abu Ghraib incappucciato, la cui foto ha fatto il giro del mondo, chiede al governo di "Fare immediatamente chiarezza su un'altra inquietante vicenda legata alla terribile guerra in Iraq. E' vero che contractors italiani hanno condotto interrogatori nel carcere di Abu Ghraib come sostiene l'ex prigioniero? Sarebbe un altro caso gravissimo dopo lo sconvolgente reportage sull'uso di fosforo bianco".

" La guerra in Iraq - prosegue Pecoraro - è stata un colossale errore in cui la Cdl ha trascinato l'Italia. Occorre immediatamente fare piena luce su questo caso, soprattutto perché in questo ora che c'è una forte tensione con il mondo arabo. La mancata concessione del visto d'ingresso ad Ali Shalal el Kaissi non è il modo migliore per fugare i dubbi. Il governo ha forse qualcosa da nascondere?".

" Serve la verità, subito. Ci attendiamo - conclude il leader del Sole che Ride - un atto di responsabilità da parte di un governo che ha condotto una politica estera fallimentare con i paesi del Mediterraneo e con il mondo arabo. E' chiaro che con la Cdl al governo l'Italia non potrà recuperare il ruolo di ponte tra l'Europa ed il Mediterraneo".

Sgobio: il governo non può tacere

Anche il capogruppo alla Camera del Partito dei Comunisti italiani, Pino Sgobio, chiede al governo se "è vero che contractors italiani hanno condotto interrogatori nel carcere di Abu Ghraib come sostiene l'ex prigioniero nel servizio realizzato da Rainews24?". " Il governo non può tacere ed è chiamato a fare immediata chiarezza su quanto denunciato". "Questa è l'ennesima inquietante storia che viene alla luce in questa assurda guerra all'Iraq. Non è possibile far passare sotto silenzio la vicenda, ne' tanto meno non dargli un seguito parlamentare: il governo -chiede- faccia piena luce e chiarisca al piu' presto".

Rotondi: polpette avvelenate per la Cdl
Critico invece il segretario della Democrazia cristiana Gianfranco Rotondi secondo il quale "continua la saga delle polpette avvelenate e delle trappole ai danni della Cdl in questa campagna elettorale. Dopo la vicenda Calderoli oggi quella della torture nel carcere di Abu Ghraib. Il governo deve certo fare chiarezza, ma attenti a scambiare lucciole per lanterne".

Minniti: governo chiarisca in Parlamento
" Il governo ha il dovere di chiarire senza ombra di dubbio la vicenda di un eventuale coinvolgimento di contractor italiani nella vicenda delle torture nel carcere di Abu Ghraib". Lo afferma Marco Minniti, responsabile Sicurezza e difesa della Direzione nazionale dei Ds, dopo le rivelazioni fatte dall'ex prigioniero di Abu Ghraib circa la presenza di italiani nel carcere.
" In questo clima internazionale e su questioni cosi delicate -conclude l'esponente della Quercia- non si puo' far finta di nulla, non si puo' lasciare correre. Il Parlamento e il paese hanno il diritto ad avere parole chiare e definitive".

An: montatura dei soliti noti
"L'ignobile montatura dei soliti noti del giornalismo militante e 'politicamente corretto' sugli abusi perpetrati dal personale di custodia americano nel carcere di Abu Ghraib, tenta di gonfiare una speculazione attraverso l'intervista ad un detenuto iracheno già esaminato dalla Commissione d'inchiesta". Lo afferma Enzo Fragalà, deputato di An.
" La triste vicenda delle torture ai prigionieri iracheni è stata, infatti - dice Fragalà - già oggetto di un'inchiesta militare e di un processo della Corte marziale americana che ha condannato a severissime pene i soldati statunitensi che avevano violato così pesantemente le convenzini internazionli, le leggi militari americane e ogni norma di civile convivenza. Per questo è vergognoso che due giornalisti italiani, tra cui il noto Maurizio Torrealta, che è stato già protagonista negativo nell'inchiesta per la morte di Ilaria Alpi, tentino di resuscitare e strumentalizzare una vicenda già conclusa con processi e sanzioni assai severe, coinvolgendo, 'per sentito dire', i contractors italiani".


La risposta del direttore di RaiNews24, Roberto Morrione alle dichiarazioni dell'on. Fragalà
“Rai News 24 respinge con sdegno le offensive affermazioni dell’onorevole Fragalà, che ieri ha lanciato accuse di “montatura” e strumentalizzazione politica per l’intervista all’ex detenuto di Abu Ghraib”. Così dichiara il Direttore di Rai News 24, Roberto Morrione.

L’on. Fragalà – precisa Morrione – insiste sul fatto che in merito alle torture a Abu Ghraib c’è stata un’inchiesta della Corte marziale americana, come se non fosse ancora aperta una vicenda che investe l’opinione pubblica negli Stati Uniti e in tutto il mondo, ponendo pesantissimi interrogativi d’ordine internazionale, giuridico, politico e morale.

Dove sarebbe la “montatura” per avere individuato e intervistato una vittima di quelle torture, che per la prima volta racconta davanti a una telecamera, dettagliatamente e senza intenti di vendetta, ciò che ha personalmente vissuto, visto e sentito?

E qual’è lo scandalo, se da una descrizione di un testimone così diretto sono emerse accuse che possono coinvolgere contractors italiani, ipotesi che – sia pure indirettamente – non è esclusa del tutto neppure dalle prese di posizione di Palazzo Chigi e del Pentagono?

Compito del giornalismo è cercare di ricostruire la verità, rivelandone anche i lati più oscuri e sgradevoli e a questo si sono rigorosamente attenuti i due inviati di Rai News 24, Ranucci e Torrealta, che non sono i “soliti noti” del giornalismo militante, come vengono vergognosamente definiti, ma seri, corretti e apprezzati professionisti, conosciuti solo per fondate inchieste da loro firmate.

Pervaso dal sacro fuoco della propaganda elettorale, l’on. Fragalà difende qualcosa che Rai News 24 non ha mai chiamato in causa, come la memoria di Fabrizio Quattrocchi, ma si fa curiosamente paladino d’ufficio dei contractors italiani in Iraq, dei quali vorremmo francamente sapere di più.

Questo è un preciso compito professionale, al quale non possiamo e non vogliamo venire meno, come dovrebbe essere dovere istituzionale di un parlamentare della Repubblica non abbandonarsi alla caccia alle streghe e cercare invece di fare chiarezza sugli aspetti oscuri e torbidi di vicende che per tanti aspetti coinvolgono il nostro Paese.

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