Quasi 10.000 cristiani costretti ad abbandonare Mosul dopo gli attacchi e le minacce che hanno segnato la scorsa settimana. Il numero e' dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati che ha diffuso i dati forniti direttamente dal governo iracheno.
Funerale
Roma, 17-10-2008
Quasi 10.000 cristiani costretti ad abbandonare Mosul dopo gli attacchi e le minacce che hanno segnato la scorsa settimana. Il numero e' dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che ha diffuso i dati forniti direttamente dal governo iracheno.
Secondo Bahgdad circa 1.560 famiglie pari a 9.360 persone, circa la meta' dei cristiani residenti a Mossul, hanno abbandonato la citta' per rifugiarsi in altre aree del paese.
"Molti cristiani iracheni - ha spiegato il portavoce dell'Unhcr, Ron Redmon - hanno deciso di lasciare Mossul in seguito a minacce e intimidazioni dirette e indirette". La scorsa settimana numerosi volantini intimidatori sono stati spediti nelle residenze universitarie e nelle abitazioni dei cittadini cristiani e molti hanno ricevuto messaggi di minaccia anche via Sms.
Giorni di sangue
Tra martedi' e mercoledi' circa 12 persone sono state ferite in una serie di esplosioni nel centro della citta' e due civili sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco con la polizia.
Seconda emergenza
All'esodo segue una seconda emergenza, le Nazioni Unite ricordando che i rifugiati iniziano ad avere bisogno di beni di prima necessita', come acqua, cibo, vestiti, coperte, ma anche di luoghi di culto per poter vivere serenamente e liberamente la propria fede religiosa.
Nuovo attentato
Un soldato iracheno ucciso e altre nove persone, tra cui due poliziotti, feriti per l'esplosione di due ordigni in due zone diverse della citta' di Mossul.
Mossul, a 390 chilometri a nord dalla capitale, è la citta' piu' pericolosa e violenta dell'Iraq. Secondo le autorita' militari Usa, molte cellule legate ad gruppo terroristico di Al-Qaeda, sarebbero attive nella citta'.
Bomba a Baghdad
Una bomba esplosa nei pressi di una moschea all'uscita dei fedeli dopo la preghiera del venerdi' ha ucciso tre sciiti. E' quanto hanno riferito polizia e fonti sanitarie irachene, precisando che lo scoppio, nel sobborgo sciita di Shaab a nord di Baghdad, ha provocato anche il ferimento di sette persone.
I leader cristiani del Pakistan hanno annunciato tre giorni di lutto per l'omicidio degli otto correligionari avvenuto nel fine settimana a Gorja. La decisione riguarda le scuole e le università cristiane, che chiuderanno i battenti fino a giovedi' prossimo.
