Vota:
Votata: 0volte,
Indice di gradimento: n.c.
Siamo in recessione, la crescita del Pil a fine anno sarà sotto zero (-0,1%), ma nel 2009 arriverà la ripresa. Queste le stime del Centro studi di Confindustria, che vede la percezione di impoverimento imposta dai prezzi di energia e alimentari incrinata in certa misura "dalle misure varate a metà 2008", cioè l'abolizione dell'Ici, la rinegoziazione dei mutui e la detassazione degli straordinari.
Prezzi in discesa nel 2009
Roma, 18-09-2008
Siamo in recessione, la crescita del Pil a fine anno sarà sotto zero (-0,1%), ma nel 2009 arriverà la ripresa. Queste le stime del Centro studi di Confindustria, che vede la percezione di impoverimento imposta dai prezzi di energia e alimentari incrinata in certa misura "dalle misure varate a metà 2008", cioè l'abolizione dell'Ici, la rinegoziazione dei mutui e la detassazione degli straordinari.
Ancora nello scorso giugno il Csc aveva stimato per il 2008 una crescita del Pil tra lo 0,1 e lo 0,6%. "È la terza fase di recessione dal dopoguerra - commenta il direttore del
CsC, Luca Paolazzi - dopo quella del 1975 e del 1993".
Andrà meglio nel 2009
Secondo Confindustria, nonostante permangano "rischi di debolezza internazionale", si intravedono "primi timidi segni di stabilizzazione che preludono a una svolta. Se
confermati, nel 2009 comincerà la ripresa, cui l'Italia ha la possibilita' di agganciarsi". Per il prossimo anno il CsC indica in un debole 0,4%, però, l'incremento del Pil.
Petrolio e inflazione in calo
Previsioni meno negative anche per l'inflazione, che secondo il CsC il prossimo anno
scenderà al 2,5%, mentre quest'anno si attesterà al 3,6%. La causa principale dell'accelerazione dell'inflazione (nel 2007 era a +1,8%), rileva il Csc, è stata il rincaro delle materie prime. La core inflation, calcolata al netto di alimentari ed energia, è stabile attorno al 2,5. Una situazione economica che si riflette sul calo dei consumi. Nel 2009 la
variazione dei consumi delle famiglie tornerà positiva (+0,4%)", grazie anche "alla netta decelerazione dei prezzi", spinta dal calo del petrolio, che a fine 2008 potrà scendere anche sotto i 90 dollari al barile. Per quanto riguarda l'andamento dei conti pubblici, gli industriali
prevedono che per la Pubblica amministrazione il rapporto deficit/pil si attesti al 2,5% a fine anno, rispetto all'1,9 del 2007, e al 2,2 nel 2009.
Sfera di cristallo
Il Centro studi Confindustria prevede inoltre che la Bce ridurrà i tassi di interesse alla "fine del primo trimestre" del 2009, con un "mini taglio" di un quarto di punto dal 4,25% attuale al 4%. Il CsC esclude "nuovi interventi sul costo del denaro nei restanti mesi del 2008 e il tasso ufficiale risulterà pari al 4,1% in media d'anno (+0,3% rispetto al 2007)". La prossima mossa della
Fed, invece, stima il CsC, sarà "al rialzo, dopo aver tenuto fermi i tassi al 2% fino a tutta la prima metà del 2009".
"Tacete economisti"
E' l'invito del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, rivolto nel corso del convegno di Confindustria, subito dopo la diffusione delle stime del Centro studi. Tremonti ha iniziato il suo intervento dicendo che "le uniche previsioni precise sono quelle statistiche. Per il
resto, di previsioni precise, a questa altezza di tempo vedo solo quelle retroattive".
Il ministro ha poi ricordato la frase di Carl Schmitt quando, dopo la guerra, rifletteva sugli errori fatti dalla Germania e disse "Tacete giuristi". "In uno scenario meno drammatico - sono le parole di Tremonti - oggi io dico 'Tacete economisti"'.
