La Georgia chiede un "cessate il fuoco", ma i bombardamenti continuano

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Mentre al fronte si combatte e si muore, Mosca e Tbilisi sono impegnate in una battaglia fatta di affermazioni e smentite che rende i contorni di questo conflitto caucasico sempre piu' incerti. Oltre 40mila persone, riferisce la Croce Rossa internazionale, sono state costrette a lasciare le loro abitazioni nelle aree interessate dagli scontri.

 
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Soldati russi in Abkhazia

Soldati russi in Abkhazia

Tbilisi, 10-08-2008

Mentre al fronte si combatte e si muore, Mosca e Tbilisi sono impegnate in una battaglia fatta di affermazioni e smentite che rende i contorni di questo conflitto caucasico sempre piu' incerti.

La Georgia sostiene di aver ordinato il cessate il fuoco alle proprie truppe in Ossezia del Sud, in pieno conflitto da venerdi', e ha fatto appello alla Russia per l'inizio di colloqui che mettano fine alle ostilita'. Ma secondo Mosca le truppe georgiane non hanno affatto smesso di sparare.

I bombardamenti quindi continuano benche' anche in questo caso le notizie provenienti dai due fronti siano alquanto contrastanti: secondo il ministro degli Interni georgiano l'aviazione russa avrebbe sganciato una bomba a 200 metri da una pista dell'aeroporto internazionale di Tbilisi, ma il ministro della Difesa russo smentisce la notizia affermando che si tratta solo di una 'captatio benevolentiae' delle autorita' georgiane nei confronti della comunita' internazionale.

Tuttavia, testimoni riferiscono di bombardamenti russi contro una base militare georgiana vicino a Tbilisi e un ufficiale georgiano, scrive la Bbc, afferma che aerei russi hanno sganciato bombe anche nella citta' occidentale di Zugdidi e nei territori dell'Abkhazia controllati dalla Georgia.

Sembra invece finalmente chiara la situazione a Tskhinvali. Questa mattina Tblisi confermava che l'esercito russo aveva preso il controllo del capoluogo dell'Ossezia del Sud, dove venerdì erano affluite unita' russe per contrastare l'offensiva lanciata dai georgiani, ma Mosca gia' venerdì mattina aveva annunciato "la liberazione" della citta'.

Solo domenica sera e' arrivata una nota ufficiale in cui lo Stato maggiore russo, citato dall'agenzia Ria-Novosti, annuncia che la Georgia sta ritirando le sue truppe da Tskhinvali, la capitale dell'Ossezia del Sud, che le forze russe controllano in "gran parte".

La diplomazia internazionale e' al lavoro per disinnescare il pericoloso focolaio caucasico. La prima ad agire e' stata l'Unione Europea, la cui presidenza al momento spetta alla Francia che ha inviato il suo ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, a Mosca insieme al collega finlandese, Alexander Stubb, per presentare una proposta in tre punti.

In sintesi, il piano chiede il rispetto dell'integrita' territoriale georgiana, fine immediata delle ostilita' e ripristino dello status quo precedente allo scoppio del conflitto aperto, giovedi' scorso. Intanto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha iniziato un incontro di quattro giorni per discutere del conflitto.

La Casa Bianca ha avvertito Mosca che queste ostilita' potranno avere un impatto importante delle relazioni a lungo termine con gli Stati Uniti. L'ambasciatore americano all'Onu, Zalmay Khalilzad, ha accusato la Russia di impedire il ritiro delle forze georgiane dall'enclave separatista dell'Ossezia del Sud, e ha chiesto un cessate il fuoco immediato.

Intanto dal fronte iracheno sono rientrati duemila soldati georgiani che saranno trasferiti nelle zone del conflitto, hanno fatto sapere da Tbilisi.

Oltre 40mila persone, riferisce la Croce Rossa internazionale, sono state costrette a lasciare le loro abitazioni nelle aree interessate dagli scontri. Ancora impossibile fornire un numero preciso delle vittime.

Secondo il vice ministro russo degli Esteri, in Ossezia del Sud dall'inizio delle ostilita' sono morte "oltre duemila persone, per lo piu' cittadini russi". Il bilancio ufficiale georgiano e' invece di 92 morti di cui 40 civili.

 

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La vignetta di Gianni Carino

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