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Non c'è traccia dolosa nell'incendio del campo rom della Magliana, dove ieri intorno alle 22 si è sviluppato un incendio. Lo ha stabilito la polizia nei suoi rilievi. Sembra dunque esclusa l'ipotesi di un raid razzista con l'uso di bottiglie incendiarie. Il volontario dell'Arci che ha chiamato il 113 e ha denunciato il fatto è indagato per procurato allarme e false dichiarazioni.
Un'operatrice della Croce Rossa in via Candoni
Roma, 23-07-2008
Non c'è traccia dolosa nell'incendio del campo rom della Magliana, dove ieri intorno alle 22 si è sviluppato un incendio. Lo ha stabilito la polizia nei suoi rilievi. Sembra dunque esclusa l'ipotesi di un raid razzista con l'uso di bottiglie incendiarie. Il volontario dell'Arci che ha chiamato il 113 e ha denunciato il fatto è indagato per procurato allarme e false dichiarazioni. Il ragazzo interrogato nella notte ha negato di aver mai parlato di "alcuni ragazzi italiani che volontariamente avevano appiccato le fiamme" ma la frase sarebbe contenuta nella registrazione della telefonata.
Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno questa notte si e' recato sul posto. In questo insediamento la scorsa settimana la Croce rossa aveva avviato le prove generali del censimento della popolazione nomade residente a Roma.
"Stanotte abbiamo avuto paura, i bambini erano terrorizzati ma per fortuna l'arrivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio". E' il racconto di Mioara Miclescu, che vive nel campo nomadi dove e' scoppiato l'incendio. "Abbiamo sentito un botto e siamo subito corsi a chiudere l'ingresso del campo - racconta Miclescu -. Vedevamo le fiamme tutt'intorno e abbiamo temuto il peggio perche' il forte vento spingeva l'incendio proprio nella nostra direzione".
