Associazione per delinquere e molte bugie sulle ecoballe

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Tre società e diversi funzionari del Commissariato di Governo hanno gestito in modo illecito il ciclo dei rifiuti in Campania. 25 le persone raggiunte dalle ordinanze della Procura di Napoli, tutte agli arresti domiciliari. A 24 di loro è contestato anche il reato di associazione per delinquere

 
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Momenti di tensione ieri a Chiaiano

Momenti di tensione ieri a Chiaiano

Napoli, 27-05-2008

Sono 25 le persone arrestate in Campania nell'ambito di una inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione dei rifiuti. A 24 di loro e' stato contestato il reato di associazione per delinquere, a tutti tranne che alla funzionaria della Provincia di Caserta Giuseppina Marra.  I carabinieri del Nucleo tutela ambiente (Noe) hanno eseguito stamane le ordinanze di custodia cautelare che riguardano alcuni dipendenti e funzionari del commissariato ai rifiuti, tutti agli arresti domiciliari.

Al centro delle indagini l'operato del Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania e delle societa' che gestito in appalto il ciclo dei rifiuti la 'Fibe Spa', la 'Fibe Campania Spa', la 'Fisia Italimpianti Spa' del 'Gruppo Impregilo Spa'.

Gli investigatori, attraverso attivita' di sopralluogo presso gli impianti di trattamento dei rifiuti, l'acquisizione di una corposa documentazione, consulenze tecniche, interrogatori di persone informate sui fatti e intercettazioni telefoniche avrebbero constatato "gravissimi fatti -scrivono i pm- riconducibili ai delitti di attivita' organizzata per il traffico illecito dei rifiuti, falso ideologico in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dello Stato a partire dal 2006".

In particolare gli inquirenti hanno accertato che le societa' affidatarie del servizio, con la complicita' di funzionari del commissariato di governo, trasformavano i rifiuti solidi urbani in totale difformita' rispetto alle autorizzazioni ambientali. I rifiuti venivano smaltiti in discarica anche quando non erano adatti, è il caso di rifiuti pericolosi. Le discariche di Lo Uttaro, nel casertano e quella di Villaricca, nel napoletano hanno ricevuto rifiuti non destinati a questo tipo di siti.

Le irregolarita' nella gestione dei rifiuti hanno prodotto - secondo gli inquirenti- "gravissimi risvolti sia ambientali che in danno della salute pubblica".

Le indagini, spiega il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Giandomenico Lepore, hanno scoperchiato un sistema fittizio di lavorazione rivelando che la tipologia dei rifiuti in uscita dagli impianti di Cdr (gli impianti di compostaggio dei rifiuti) era irregolare. 

Si e' constatato, per esempio, che la frazione umida non veniva sottoposta ad alcun trattamento di 'stabilizzazione aerobica '. Un procedimento utile per eliminare le cause di esalazioni olfattive intolleranti e per igienizzare i rifiuti a tutela della salute dei cittadini.

Allo stesso tempo, anche grazie all'ascolto di alcune telefonate, si e' potuto accertare che sono state illecitamente smaltite in discarica proprio le cosiddette ecoballe -teoricamente destinate ad essere bruciate nei termovalorizzatori - private dell'involucro plastico che le tiene insieme". 

Le ecoballe venivano poi pressate "con passaggi ripetuti di camion e trattori sui piazzali degli impianti" con lo scopo di appiattirle rendendole confondibili con i rifiuti autorizzati ad essere smaltiti in discarica". Si e' inoltre accertato il confezionamento e il successivo utilizzo di analisi false per accompagnare i rifiuti nei siti di smaltimento. Un "meccanismo fraudolento" e' stato anche messo in piedi per smaltire, in violazione dei regolamenti comunitari, rifiuti in Germania.

 

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