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Il leader del movimento sciita Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha affermato che le decisioni del governo libanese di sopprimere le attivita' del movimento militante sciita sono "una dichiarazione di guerra".
Bloccata a Beirut la strada per l'aeroporto
Beirut, 08-05-2008
Mentre Beirut si trasforma in teatro di guerriglia urbana. Almeno 7 persone
sono morte negli scontri scoppiati a Beirut tra sostenitori della
maggioranza e dell'opposizione.
Il capo dell'Hezbollah, Hassan
Nasrallah, ha affermato che la lunga crisi politica libanese "e' entrata in una
nuova fase", perche' la decisione dl governo filo-occidentale di Fuad Siniora di
sopprimere le attivita' del movimento militante sciita "equivale a una
dichiarazione di guerra". Lo ha detto in una video-conferenza
stampa.
Martedi' il governo di Siniora ha disposto
un'inchiesta su una rete di comunicazione dell'Hezbollah e il trasferimento ad
altro incarico per il capo della sicurezza all'aeroporto, sospettato di avere
legami con il gruppo sciita. "Dopo quella riunione di gabinetto il Libano non e'
piu' lo stesso", ha detto Nasrallah.
Nasrallah ha accusato il governo
libanese di voler trasformare l'aeroporto internazionale 'Rafiq Hariri' di
Beirut in una "base per la Cia, l'Fbi e il Mossad". Secondo il numero uno del
Partito di Dio, inoltre, l'esecutivo del premier sunnita Fuad Siniora vuole
sostituire il capo della sicurezza dell'aeroporto di Beirut, il generale Wafiq
Shqeir, con un "ufficiale filo-Cia". Nasrallah ha quindi affermato che il
generale rimarra' a capo della sicurezza dello scalo, nonostante la decisione
della "banda", ovvero dell'esecutivo Siniora.
Due giorni fa il governo libanese aveva deciso di rimuovere Shqeir per i suoi
presunti legami con Hezbollah. A chiedere la rimozione del generale, tra gli
altri, era stato il leader druso Walid Jumblatt, che ha accusato Shqeir di aver
consentito a Hezbollah di installare telecamere nella zona dell'aeroporto per
"monitorare l'arrivo di leader libanesi e stranieri da sequestrare o assassinare
lungo la strada che porta all'aeroporto". Lo scalo internazionale di Beirut si
trova vicino alla periferia meridionale della capitale del Paese dei Cedri,
tradizionale roccaforte di Hezbollah.
"Il governo di Fuad Siniora,
prima di prendere qualunque decisione telefona prima a Bush oppure a Condolezza
Rice e Sarkozy, Markozy o come lo chiamano, e magari ora ci si mette pure
Berlusconi", ha aggiunto Nasrallah.
"Non ci sara' assolutamente alcun cambiamento nella nostra politica nei
confronti dell'Unifil. Abbiamo accettato che tale forza venisse in base alla sua
missione ben definita" e non in base a quanto dichiara Berlusconi, "che ora dice
di voler cambiare le regole di ingaggio".
Hariri: pronti a
accordo con Hezbollah
La maggioranza di governo libanese è pronta a
un accordo con Hezbollah, in grado di mettere fine agli scontri di questi
giorni. Lo ha detto il leader della coalizione Saad al-Hariri, lasciando
intravedere una possibile marcia indietro del governo sulle misure prese nei
confronti del "Partito di Dio".
L'esecutivo, guidato da Fouad Siniora, aveva dichiarato illegale la rete
di
comunicazione di Hezbollah, considerandola una infrastruttura militare, e
rimosso dall'incarico il direttore dell'aeroporto di Beirut, ritenuto vicino
agli sciiti di Hassan Nasrallah.
I provvedimenti, definiti dal leader di Hezbollah una "dichiarazione di
guerra", sarebbero per Hariri un "fraintendimento"
Gli Stati Uniti stanno valutando con gli altri membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu e con altri paesi in Medio Oriente possibili misure da prendere contro i responsabili della violenza a Beirut. Lo ha detto un portavoce della Casa Bianca, Gordon Johndroe.
