Verona, morto Nicola. Fini: "Piu' gravi i fatti di Torino", insorge la sinistra

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Il giovane e' stato dichiarato morto oggi pomeriggio nell'ospedale Borgo Trento, dove era ricoverato dopo l'aggressione subita lo scorso 1 maggio. Il sindaco di Verona chiede pene severe per gli aggressori: tre hanno confessato, due sono ancora ricercati. Puntuali le polemiche politiche dopo dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, che a 'Porta a porta' ribatte: "Mai difeso i naziskin".

 
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Il luogo dell'aggressione a Nicola Tommasoli

Il luogo dell'aggressione a Nicola Tommasoli

Verona, 05-05-2008

E' morto questo pomeriggio nell'ospedale di Borgo Trento Nicola Tommasoli, il giovane di 29 anni picchiato da un gruppo di neofascisti il 1 maggio.
"Questi ragazzi non rappresentano né Verona, né la borghesia, né i ragazzi bene: questi sono dei disgraziati". Il sindaco di Verona Flavio Tosi condanna senza appello gli autori dell'aggressione. Ora, dice il sindaco, "questi adesso dovranno pagare". Ma il caso assume ormai riliveo nazionale, con una polemica politica nata dalle dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, che in serata a Porta a porta precisa:  "Sono polemiche inventate, quando non si hanno argomenti per polemizzare allora si inventano. Io non ho mai difeso i naziskin che sono da condannare assolutamente, ho solo detto che i due fenomeni, quello di Verona e quello della fiera del Libro di Torino non sono paragonabili tra di loro".

Fini in precedenza aveva detto che il caso di Verona è espressione di una "aggressione bestiale di un gruppo neonazista che senza alcun dubbio va  rieducato e messo in galera". A Torino, invece (bandiere di Israele bruciate in pieno centro nella giornata del 1 maggio, ndr.), "è successo qualcosa di molto più grave, perché non è la prima volta che frange della sinistra radicale danno vita ad azioni violente che cercano una giustificazione con una politica antisionista". 

Immediata la replica dell'esponente del Pdci Pino Sgobio per il quale "Vista la sua cultura politica, evidentemente Fini è in imbarazzo su quanto avvenuto a Verona.  Il negazionismo di Fini, in questo caso, fa male alla cultura democratica del nostro Paese".

"Le critiche che provengono dalla sinistra radicale alle mie parole esprimono posizioni estremiste e minoritarie, sono gli stessi che stanno protestando a Torino e che costringono il Presidente della Repubblica a partecipare a quella manifestazione a porte chiuse", replica ancora il presidente della Camera, Gianfranco Fini, negli studi di Porta a porta.

Il cordoglio di una città
Il sindaco di Verona Tosi ha portato l'omaggio della città ai genitori di Nicola. "Adesso dovranno pagare - ribadisce Tosi - l'auspicio è che l'accusa possa essere la più dura possibile e la condanna la più dura possibile affinché resti da esempio, da monito, per coloro che volessero imitare questi comportamenti che sono fuori dalla logica e dalla realtà".

Il Comune sarà parte civile nel processo 
Il Consiglio comunale di Verona si riunirà in seduta straordinaria giovedi' 8 maggio alle 17, per manifestare la ferma condanna di tutte le forze politiche per il grave episodio di violenza nei confronti di Nicola Tommasoli ed esprimere solidarietà alla famiglia.

Al termine della seduta, presumibilmente alle 20,30, seguirà una manifestazione silenziosa sulla scalinata di palazzo Barbieri. Lo ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo su proposta del presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini. I capigruppo hanno sottoscritto un documento unitario (con l'eccezione del capogruppo dei Comunisti italiani Graziano Perini) che verrà messo ai voti nella seduta di giovedì, che impegna l'Amministrazione comunale "a costituirsi parte civile nel processo".  

Castelli: è omicidio volontario
"Provo una profonda tristezza per questo ragazzo morto a causa di una stupida ferocia", dichiara Roberto Castelli, senatore e Presidente della Lega Lombarda, già ministro di Giustizia. "Ora i magistrati non si appellino alla necessità di nuove leggi per punire esemplarmente i colpevoli - attacca l'ex Guardasigilli - Le leggi ci sono già basta applicarle. Questo è omicidio volontario non certo preterintenzionale".

Gli aggressori 
Sono giovani di buona famiglia i tre arrestati per l'aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato selvaggiamente il 1 maggio scorso a Verona.  

Sono tutti giovani, sono di buona famiglia, frequentano lo stadio, la curva sud del Bentegodi e, sporadicamente, hanno partecipato a manifestazioni di estrema destra. "Il pestaggio - ha detto il questore di Verona, Vincenzo Stingone - non e' avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante e' stato proprio quella sigaretta negata ai 5 giovani ultras".  Anche il pm ha confermato che il pestaggio e' scattato per colpa di quella sigaretta chiesta e negata.

I due nuovi arrestati, Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario, sono gia' stati interrogati nella notte dal pm, hanno ammesso tutte le loro responsabilita' e sono stati accusati di lesioni gravissime.

I tre aggressori individuati dalla polizia farebbero parte di un gruppo di giovani di estrema destra, molti dei quali ultra' del Verona (una delle tifoserie considerate a piu' alto rischio), il cui obiettivo era la "caccia al diverso". Nell'indagine chiusa un anno fa dalla Digos scaligera, che ha portato alla denuncia di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, e' infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee.

Le reazioni politiche a livello nazionale
 Il segretario del Pd Walter Veltroni parla di una "brutale aggressione di tipo neofascista che non puo' e non deve essere sottovalutata"; il sindaco di Verona Flavio Tosi puntualizza che la sua citta' non e',"fascista, ne' e' neofascista la stragrande maggioranza dei veronesi". La polemica politica, e nella societa' civile, sull'aggressione a Nicola Tommasoli da parte di giovani estremisti di destra ripropone il delicato problema della sicurezza.

Contro la matrice neofascista dell'aggressione a Tommasoli puntano il dito il ministro Paolo Ferrero e il consigliere  veneto del Pdci, Nicola Atalmi.
    
Il responsabile del dicastero della solidarieta' sociale si spinge oltre nell'analisi chiedendo alle forze politiche e gli amministratori del nordest,"che hanno lanciato campagne securitarie e discriminatorie nei confronti degli immigrati e dei diversi, di ragionare sugli effetti della loro propaganda e della loro azione". Quindi l'appello: "Prima che sia troppo tardi sarebbe bene che le destre populiste aprissero una riflessione sui frutti della loro propaganda".  

 

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