Redditi ancora online. Agenzia delle Entrate: presto chiarimenti

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Dovrebbe arrivare la prossima settimana una spiegazione ufficiale dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di chiarimento avanzata dal Garante della privacy. Intanto il Codacons ha deciso di presentare in 104 procure una denuncia penale contro il viceministro uscente dell'Economia, Vincenzo Visco.

 
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Vincenzo Visco

Vincenzo Visco

Roma, 02-05-2008

Lo stop del Garante è arrivato, è vero, ma troppo tardi. I redditi del 2005 dei contribuenti italiani non sono più consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ma on line ci sono eccome. Il passaparola dei blogger ha semplicemente reindirizzato il voyeurismo fiscale degli italiani sui sistemi di file sharing, quei programmi che consentono la condivisione on line di video, canzoni ed anche, appunto, documenti. 

Un rapido copia e incolla dal sito del Fisco, e via: da e-mule a limewire, da bit torrent a rapidshare, con un po’ di pazienza si può ricostruire l’elenco delle dichiarazioni dei redditi degli italiani, regione per regione. I giornali continuano a titolare sui vip, ad esempio su Luciano Benetton che nel 2005 dichiarava un reddito imponibile di 1 miliardo e 635mila euro, meno della metà degli oltre 4 miliardi e 272 mila del fustigatore dei Vday Beppe Grillo. O su Sabrina Ferilli che con appena 423mila euro era surclassata da Luciana Litizzetto: 1.824 mila euro denunciati 2 anni fa.

Ma a casa, scandagliando la rete, gli Italiani stilano ben altre classifiche, spulciando fra i dati del vicino di casa, del commercialista, del bottegaio all’angolo, della maestra dei figli o del parrucchiere “che non rilascia mai ricevuta”, rendendo evidente quello già chiaro da tempo: in rete è praticamente impossibile tornare indietro, la tutela della privacy è impresa disperata.

La denuncia dei rischi che questo comporta, dal furto di identità on line ai rapimenti nel mondo reale, alla cessione di dati personali a banche dati private, non sembra preoccupare né Visco né gli internauti. Sul blog redditodelvicino il 74% non ha dubbi: giusto pubblicare tutto su internet. Il 77% è pronto ad una raccolta di firme perché i redditi 2005 vengano ripubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, magari ignorando che gli stessi dati sono consultabili a richiesta in un qualsiasi ufficio del Fisco.

Milioni di italiani alle prese con la denuncia dei redditi di quest’anno, intanto, spulciano nervosamente i moduli, e non trovano da nessuna parte  un'informativa sulla pubblicazione dei dati che comunicano al fisco nè una clausola di autorizzazione alla pubblicazione on line.

Codacons presenta denunce contro Visco
Ecco perché il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale contro il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, presso 104 procure della Repubblica. Dopo quello dell'Agenzia delle Entrate, infatti, un altro sito è stato letteralmente preso d'assalto dopo la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi: quello del Codacons, che offre un "modello da scaricare gratuitamente per avere tra 500 e 1.000 euro di risarcimento per ciascun contribuente la cui denuncia dei redditi sia stata messa sul web".

All'attacco anche l'Adoc che si dice pronta a sostenere i contribuenti che vorranno chiedere il risarcimento danni. La stessa associazione ha condotto un sondaggio dal quale emerge che il 70% degli intervistati boccia senza mezzi termini l'accaduto. Alla Procura di Roma si fa sapere che si attendono le prime denunce delle associazione di consumatori o di privati cittadini che ritengono di aver subito una violazione della privacy. Tuttavia, a Piazzale Clodio si fa notare che non è del tutto scontato che la questione possa essere oggetto di competenza del giudice penale.

Proteste contro Visco
Intanto monta l'onda della protesta contro Vincenzo Visco, il vice ministro uscente dell'Economia considerato l'ispiratore dell'operazione. Roberto Speciale, l'ex comandante della Guardia di Finanza già protagonista di un aspro braccio di ferro con Visco e ora eletto alla Camera nelle fila del Pdl, ha sottolineato che il nuovo governo dovrà intervenire per rimediare. Speciale paventa anche il rischio che le informazioni possano essere usate da male intenzionati per richieste di "pizzo, ricatti e sequestri di persona" e considera tutta la vicenda una "vendetta".

Agenzia delle Entrate: presto chiarimenti
Potrebbe arrivare gia la prossima settimana la risposta dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di delucidazioni fatta pervenire dal Garante della Privacy dopo la pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi 2005. A quanto si apprende, gli uffici sono già al lavoro per fornire tutti i chiarimenti e le interpretazioni normative necessari.

Paissan: l'Authority non sapeva nulla
Mauro Paissan, dell'Autorità Garante per la privacy, ha ribadito che l'Authority non sapeva "assolutamente nulla" dell'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate. "Il problema", ha spiegato, "è di legittimità perché nel Web salta il limite temporale indicato dalle norme" per la consultazione.



 

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