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Berlusconi in una conferenza stampa a via del Plebiscito, non esclude la possibilita' che il suo Governo possa incudere esponenti dell'opposizione "per il bene del Paese".
Silvio Berlusconi
Roma, 16-04-2008
"Ci saranno momenti difficili e servirà un forte rinnovamento per fare quelle riforme necessarie al Paese. Alcune di queste avranno anche caratteri di impopolarita'". Cosi' Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa a via del Plebiscito, non nasconde la possibilita' che il suo Governo possa assumere decisioni "impopolari", per risanare la situazione economica.
Il futuro primo ministro non ha anticipato la lista dei ministri mentre ha garantito che il "programma è stato largamente condiviso con Umberto Bossi e la Lega", precisando che "il federalismo fiscale verrà fatto" e che sarà "solidale: Non ci sara' una regione italiana che sarà penalizzata".
Alitalia al bivio
Congratulatosi con Lombardo per
il risultato ottenuto in Sicilia, Berlusconi ha detto che, per la vicenda
Alitalia, incontrerà oggi Bruno Ermolli e Gianni Letta, dopo aver gia' coniato
uno slogan: 'Amo l'Italia, volo Alitalia'. Sul destino della compagnia può anche
esserci un ritorno alla "primitiva soluzione": un grande gruppo internazionale
Alitalia-Klm-Air France.
Modello Sarkozy
Sulla squadra di tecnici: "Se in qualche
materia c'è qualcuno di particolarmente esperto, anche se non strettamente parte
del nostro schieramento, non avremmo nessuna difficolta' ad averlo con noi", ha
detto.
In Europa
Sul ruolo della Bce serve "un ampliamento delle
funzioni, con decisione corale, al di la' della funzione di controllo
dell'inflazione". Berlusconi suggerirà ai suoi ministri di dimettersi da
parlamentari per lasciare posto a candidati che si ritenevano 'sicuri' e che
invece non sono stati eletti.
Berlusconi su un possibile ingresso di Aeroflot risponde: "Restano in piedi tutte le ipotesi purche' l'Alitalia resti compagnia di bandiera e le decisioni vengano prese in Italia".
Il totoministri predice che saranno tre i ministri della Lega ad entrare nell'esecutivo: Bossi, Rosy Mauro e Roberto Maroni. Quattro le donne. Fini alal Camera e Schifani al Senato
