Vota:
Votata: 0volte,
Indice di gradimento: n.c.
Il non agire degli amministratori pubblici può generare danni incalcolabili. Non parla mai di immondizia nelle strade o di opere pubbliche incompiute, Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, ma l'allusione è esplicita, nel discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile. A preoccupare, inoltre, è il quadro politico-istituzionale: "L'organizzazione della Repubblica vive un momento di diffuso malessere in se stessa".
Tullio Lazzaro
Roma, 05-02-2008
Il non agire degli amministratori pubblici può generare danni incalcolabili. Non parla mai di immondizia nelle strade o di opere pubbliche incompiute, Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, ma l'allusione è esplicita, nel discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile. A preoccupare, inoltre, è il quadro politico-istituzionale: "L'organizzazione della Repubblica vive un momento di diffuso malessere in se stessa".
Paralisi
"E' sotto gli occhi di tutti - ha detto
Lazzaro - l'esempio di come il non agire protratto per anni possa provocare
danni di tale entità per i quali nessun giudice, probabilmente, riuscirà a
pervenire a una quantificazione e tanto meno a ottenere un risarcimento".
Lazzaro ha aggiunto che "è di fronte a danni di spaventosa entità, danni
alla salute, all'ambiente, alla fruizione a all'integrità di beni di consumo,
allo stesso ordinato vivere civile, che gli attuali rimedi giurisdizionali
mostrano tutti i loro limiti".
Il proliferare di
strutture
"Assistiamo per tanti aspetti - ha detto Lazzaro - al
crescere confuso di strutture, modelli amministrativi, sovrapposizione di
competenze tra amministrazioni centrali ed enti locali, disarmonicità, conflitti
irrisolti. E' compito prioritario e urgente della classe dirigente del Paese
fare un bilancio ed eventualmente riconsiderare scelte recenti e meno recenti
con il preciso scopo di ridare sistematicità all'insieme degli organismi
amministrativi a tutti i livelli, nell'interesse finale della comunità
nazionale".
Enti locali e consulenze
esterne
L'emergenza rifiuti è "un caso esemplare di cattiva
gestione delle risorse" non solo per i maggiori costi ma anche "per l'uso che
si è fatto dello strumento del commissario straordinario con la conseguente
deresponsabilizzazione degli enti locali". Il presidente della Corte dei
Conti elencando tra gli altri casi di cattiva gestione la mancata
liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di
cartolarizzazione.
Critiche anche per la prassi, diffusa soprattutto negli enti locali, della creazione di società pubbliche costituite "non già per accrescere l'efficienza gestionale ma solo per eludere i vincoli del patto di stabilita' interno o di fare assunzioni senza concorsi".
Male anche il frequente ricorso alle consulenze esterne: il rischio è quello di non controllarne il contributo è "di perdere il controllo della gestione strategica delle operazioni".
Taglio delle spese non è la panacea
"La flessione
rilevante delle spese di investimento è certo una forma di risparmio per
far quadrare i conti dell'anno. Ma - ha detto Lazzaro - alla lunga, erode le
capacità di dare risposta alle esigenze di sviluppo del Paese".
Da segnalare anche il fatto che la pratica a cui spesso si ricorre di "tagliare in modo indiscriminato le spese per i consumi intermedi, ha fatto si' che esse siano giunte a un livello tale da intaccare l'operativita' e la stessa dignità delle amministrazioni".
Contratti e stipendi
La dinamica delle retribuzioni nel
pubblico impiego "supera sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta
in volta prefissati".
Lazzaro elenca i fattori negativi: "i ritardi nei rinnovi, che ampliano la
base salariale sulla quale si applicano i benefici dei nuovi contratti, la
sostanziale libertà del quadro macroeconomico con la quale vengono assegnate le
quote variabili dello stipendio rinunciando a qualsiasi connessione con reali
aumenti di produttività; il dilagare di contratti a termine; l'aumento di
posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni centrali e
locali, proprio mentre entrambe perdono funzioni di gestione diretta di
risorse".
Più tangenti
Un "quadro di corruzione
ampliamente diffusa" emerge dagli accertamenti della Corte dei Conti nel 2007. A
rilevarlo è il procuratore generale della magistratura contabile, Furio
Pasqualucci, secondo cui "profili di patologie" sono evidenti "nel settore dei
lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria". In
particolare, risultano in aumento le condanne per danni materiali e per danni
all'immagine della P.A. pronunciate dalla Corte dei Conti in seguito al
pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di
contratti. Su un totale di 1.905 sentenze di condanna emesse in primo grado nel
2007 dalle sezioni regionali della Corte dei Conti per un totale di oltre
92milioni di euro, una buona parte (l'11,4%) ha riguardato danni causati da
corruzione, tangenti, e concussione.
Primo passo verso lo scioglimento delle Camere. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha incontrato i presidenti dei due rami del Parlamento.
