Il garante: legge Gasparri da modificare. Richiamo alla Rai: Santoro ha violato il pluralismo

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''L'informazione non puo' diventare gogna mediatica''. L'Agcom ha inviato un richiamo alla Rai per il programma ''Annozero'' di Santoro, che replica: ''E' una censura ingiusta e immotivata''. Comminate sanzioni da 250 mila euro per la Rai e da 200 mila euro per Mediaset.

 
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Corrado Calabro'

Corrado Calabro'

Roma, 01-02-2008

L'Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) presieduta da Corrado Calabrò ha presentato un atto di indirizzo che richiama i mezzi di informazione al rispetto del pluralismo e chiede di evitare la gogna mediatica in vicende particolari, quindi di fare processi sommari attraverso il mezzo televisivo. Calabrò ha anche sottolineato la necessità di modificare le legge Gasparri per evitare l'avvio di eventuali procedure di infrazione da parte dell'Ue. L'Agcom ha poi comminato sanzioni pecuniare a Mediaset e alla Rai per un totale di 450 mila euro.

Le sanzioni a Rai e Mediaset

Una multa da 200 mila euro a Mediaset per un servizio del Tg5 sul caso dei presunti abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio e altre alla Rai per un totale di 250 mila euro: sono queste le sanzioni pecuniarie comminate dalla commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per la violazione del Codice Tv-Minori.


"L'Autorità ha ritenuto particolarmente grave la violazione nel servizio della scuola di Rignano trasmeso dal Tg5 – spiega l’Agcom - in considerazione della delicatezza della tematica, relativa ad un'inchiesta giudiziaria nella quale sono coinvolti minori, anche per i rischi connessi alla instaurazione di sommari processi mediatici su questioni tanto dolorose e capaci di suscitare morbose attenzioni quali quelle che coinvolgono bambini".


Le sanzioni nei confronti della Rai riguardano invece "un servizio di particolare violenza sui 'bambini soldato', andato in onda sul Tg1 delle ore 20 del 21 aprile 2007, per un importo di 100 mila euro; un episodio del telefilm Lost, diffuso da Raidue, al cui interno erano presenti scene di forti impatto emotivo per un pubblico di minori nella fascia oraria della televisione per tutti, per un importo di 100 mila euro; un telefilm della serie Ncis in onda su Raidue in prima serata, non adatto ai minori, per un importo di 50 mila euro".

Necessario modificare la legge Gasparri

E' necessario modificare la legge Gasparri dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea sul caso Europa-7, che impone un'immediata modifica della suddetta legge almeno in alcuni punti, anche per evitare il rischio di un deferimento per l'Italia davanti alla stessa Corte. Così il presidente dell'Autorità garante per le comunicazioni, Corrado Calabrò, ha spiegato l'atto di indirizzo adottato dall'Agcom e illustrato oggi.

"Sul piano legislativo - ha spiegato Calabrò - è necessario modificare la Gasparri, che stabilizza il regime transitorio. Il legislatore deve assicurare, nella fase di transizione al digitale, che non si prolunghi l'uso delle frequenze in base ad una assegnazione che ha convalidato una occupazione di fatto". Per Calabrò "l'esigenza immediata, anche per evitare procedure di infrazione, è modificare alcuni punti della legge. E' sufficiente adottare poche norme, chiare e semplici, che cambino quei punti".

Stop ai processi sommari in tv
L'Agcom, inoltre, dice basta con i processi scimmiottati in tv o impropriamente trasferiti dalle aule di giustizia al piccolo schermo. "In Tv - ha sottolineato Calabrò - il processo, lo pseudo processo o la mimesi del processo non si possono fare. L'informazione deve essere equilibrata, obiettiva e deve garantire il contraddittorio senza anticipare giudizi su questioni ancora subiudice". Questo, ha detto ancora il presidente, "non vuol dire porre limiti alla libertà di informazione. Ma l'informazione non può diventare gogna mediatica, né spettacolarizzazione ispirata più all'amore per l'audience che all'amore per la verità".

Il richiamo alla Rai per la trasmissione di Santoro
Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, infine, ha inviato un richiamo alla Rai, in merito al programma "Annozero" di Michele Santoro, per il rispetto dei principi di completezza e correttezza dell'informazione, di obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista e osservanza del contraddittorio, in base all'atto di indirizzo della commissione di Vigilanza. Nel mirino delle autorità sono finite le puntate del 4 ottobre scorso (caso Mastella-De Magistris), del 6 dicembre (riforma Tv) e del 20 dicembre (caso Forleo - D'Alema e intercettazioni Berlusconi-Saccà). "Vigileremo sul rispetto del richiamo - ha conclusoCalabrò- e in caso di ulteriori violazioni chiederemo alla Rai di attivarsi nei confronti dei dirigenti responsabili e adotteremo le eventuali sanzioni previste dalla legge".

La replica di Santoro: "E' una censura ingiusta e  immotivata"
"Dopo la messa in stato d'accusa di Luigi De Magistris e Clementina Forleo – è la replica di replica Michele Santoro al richiamo ala Rai dell’Agcom- era facile prevedere che sarebbe toccato ad Annozero. Il Presidente dell'Agcom ha scelto per il suo intervento nei confronti della nostra trasmissione un nuovo tipo di provvedimento, non previsto dalla legge, il 'preannuncio di richiamo', che si traduce in una censura pubblica, generica ed immotivata, quanto profondamente ingiusta ".

"Ribadisco - prosegue Santoro - di non aver violato alcuna regola e preannuncio che non avrò difficoltà a respingere in ogni sede competente questo strumentale attacco al mio operato. Quanto alla regola del contraddittorio, tirata in ballo a sproposito, devo ricordare che cinque degli otto commissari dell'Agcom sono ex parlamentari e uno era il capogruppo di un partito al Consiglio comunale di Bologna. La nomina del consiglio dell'Agcom è il risultato di una lottizzazione che prevede quattro membri di centrodestra e quattro di centrosinistra. Uno dei membri designati dal centrosinistra è un ex deputato dell'Udeur. Lascio al pubblico - conclude - la valutazione sui criteri che hanno ispirato questo richiamo e sul perché esso sia stato formulato".

 

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