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Alle tre di questa mattina le lancette sono tornate indietro di sessanta minuti. L'ora legale - che secondo alcuni calcoli ha fatto risparmiare 84 milioni di euro di energia - tornera' il prossimo 30 marzo.
orologio
Roma, 28-10-2007
L'Italia ha spostato le lancette degli orologi un'ora indietro per passare, dopo 7 mesi di ora legale, all'ora solare. Il cambio di orario standard ufficiale e' stato ideato per sfruttare al meglio la luce del giorno. L'ora ufficiale viene aggiustata in avanti durante i mesi primaverili ed estivi, quando entra in vigore l'ora legale, in modo che l'orario lavorativo o l'orario scolastico venga a coincidere meglio con le ore di luce, per poi tornare un'ora dietro, da ottobre a marzo, con l'entrata in vigore dell'ora solare.
Giornate piu' corte, quindi. Il buio arrivera' gia' a meta' pomeriggio e
proprio questo, secondo gli esperti, potrebbe provocare una sorta di depressione
stagionale legata alla mancanza di luce. In nostro orologio biologico, infatti,
impiega alcune settimane prima di adattarsi al cambio.
L'ora
legale, che tornera' in vigore l'ultima domenica di marzo, ci ha permesso di
risparmiare negli ultimi sette mesi, in base ai dati forniti da Terna, qualcosa
come 645,2 milioni di kilowattora, pari a 84,3 milioni di euro. Un risparmio
significativo, considerando anche le note difficolta' di approvvigionamento
energetico incontrate dal nostro Paese negli ultimi anni.
Gia' nel 1784
l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblico' l'idea di cambiare
orario ufficiale sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di
Franklin si basavano sulla volonta' di risparmiare energia ma non trovarono
seguito. Oltre un secolo dopo (nel 1907), l'idea venne ripresa dal britannico
William Willet, e questa volta trovo' seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di
Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento
delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran
Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una
priorita'.
