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La proposta sulla nuova ripartizione dei seggi al Parlamento europeo, che toglie deputati all'Italia, "è inaccettabile". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Massimo D'Alema in un incontro stampa a Lussemburgo
Massimo D'Alema
Lussemburgo, 15-10-2007
La proposta sulla nuova ripartizione dei seggi al Parlamento europeo, che
toglie deputati all'Italia, "è inaccettabile". Lo ha ribadito il ministro
degli Esteri Massimo D'Alema in un incontro stampa a Lussemburgo. "Serve un
compromesso", ha detto D'Alema, insistendo sul fatto che "non c'è nessuna
necessità in senso stretto di approvare questa proposta a Lisbona".
All'Italia, in sede europea, "la parola veto non piace", salvo quando "ci
pestano piedi".
Nel merito, il titolare della Farnesina ha spiegato che
"non poniamo né un problema di numero, né del fatto che vogliamo essere a tutti
i costi alla pari con Francia e Gran Bretagna".
"Piuttosto - ha oservato D'Alema - poniamo in problema di una proporzionalità che non ha senso perché i parlamenti vengono eletti non dalle popolazioni ma dai cittadini. Noi non abbiamo detto di voler essere alla pari, se noi avessimo meno elettori (di Francia e Gran Bretagna) sarebbe un dato oggettivo, ma non ne abbiamo di meno, anzi forse ne abbiamo di più".
In altre parole, ha spiegato ancora D'Alema, "la cosa urtante è che sulla base di un criterio non fondato dal punto di vista giuridico Francia, Regno Unito e Italia finiscono in una graduatoria in cui hanno rispettivamente 74,73 e 72 seggi (mentre con il Trattato di Nizza erano alla pari a 72)".
