A Milano 'Vade Retro' chiude prima di aprire

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Sgarbi aveva proposto di non aprire la mostra gia' questa mattina, dopo che il sindaco di Milano Letizia Moratti aveva deciso la rimozione di altre dieci opere, in aggiunta alle due escluse subito, sulla base del principio che non devono esserci riferimenti alla pedofilia e alla religione.

 
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Letizia Moratti

Letizia Moratti

Milano, 13-07-2007

La mostra 'Arte e omosessualita' (sottotitolata Vade Retro) presentata lunedì scorso al Palazzo della Ragione di Milano chiuderà senza aver mai aperto i battenti al pubblico.

"La decisione - ha spiegato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi - è stata presa dagli organizzatori dell'esposizione e io la condivido".

Sgarbi aveva proposto di non aprire la mostra già questa mattina, dopo che il sindaco di Milano, Letizia Moratti, d'accordo con i capodelegazione dei gruppi consiliari di maggioranza, aveva deciso la rimozione di altre dieci opere, in aggiunta alle due escluse subito, sulla base del principio che non devono esserci riferimenti alla pedofilia e alla religione.

"Ragionando così - aveva detto Sgarbi alla presentazione della rassegna cinematografica 'La Bella Estate del Cinema', di fatto trasformatasi in una conferenza stampa sulla mostra delle polemiche, - bisognerebbe eliminare tra le cinquanta e le sessanta opere".

Cosa che di fatto equivaleva a cancellare la rassegna. "La mostra - ha successivamente annunciato l'assessore - si farà in un'altra città con le opere censurate".

Tra queste, l'ormai celebre Miss Kitty, la scultura di Schmidlin, raffigurante un vecchio seminudo con parrucca biondo platino e calze autoreggenti, dai lineamenti molto simili a quelli di Papa Benedetto XVI. "Mi rendo conto che poteva esserci una somiglianza con il Santo Padre, ma non era assolutamente mia intenzione cercare la provocazione", si è difeso Schmidlin da Los Angeles. Sgarbi, che ha acquistato la scultura per 25mila euro dopo la sua esclusione dalla rassegna, ha nel frattempo proposto ad Arnaldo Pomodoro di esporla all'interno della sua fondazione.

"Ma Fratel Arnaldo - ha proseguito l'assessore polemicamente - ha detto di non condividere la nostra iniziativa". L'assessore alla Cultura si era detto d'accordo con la rimozione delle due opere sin dall'inizio escluse dall'esposizione, ovvero Miss Kitty, e la foto manipolata di Silvio Sircana in auto accanto ad un transessuale, "perché fanno riferimento a persone con un ruolo istituzionale". "Ma ogni altro intervento che abbia a che fare con la creatività di un artista - aveva ammonito l'assessore - mi sembra complicato da sostenere".

Insomma, l'ultimo "intervento di bisturi di suor Letizia", come Sgarbi ha stamani definito il sindaco, proprio non era riuscito a mandarlo giù. Nel pomeriggio ha rivelato di aver tentato di convincere la Moratti a 'riammettere' le opere escluse oggi tramite Silvio Berlusconi.

"Berlusconi - ha detto Sgarbi - mi ha poi telefonato dicendo che la missione era fallita". "Di fronte alla censura - ha concluso l'assessore - la soluzione più concreta è la censura estrema e quindi la cancellazione della mostra". Alla fine, le parole dette da Sgarbi in mattinata appaiono profetiche: "Vade Retro, la mostra dove non si riesce ad entrare".

 

La vignetta di Gianni Carino

La vignetta di Gianni Carino