Roma, 09-05-2007
"Se fossi stato deputato ci sarei andato", ma essendo membro del governo e
vicepremier "resto coerente" alla decisione di non partecipare a manifestazioni
di piazza. Lo ha detto il vicepremier Francesco Rutelli parlando del family day
ad una tavola rotonda sulla laicità e sulla famiglia.
"Io
scommetto che la manifestazione di sabato sarà una delle più grandi
manifestazioni che il nostro paese abbia mai visto e sono sicuro che avrà un
segno positivo, costruttivo e sereno", dice Rutelli a proposito del Family
day.
A tre giorni dalle manifestazioni del Family day e del Coraggio
laico, non si placano le polemiche sulla conferenza di Firenze, alla quale non
sono state invitate le associazioni di omosessuali. Oggi il ministro Rosy Bindi
torna a difendere la sua scelta, rispedendo al mittente le accuse: "C'e'
qualcuno che e' stato in malafede, ha giocato sull'equivoco dei Dico. Sbaglia
chi li legge contro la famiglia come chi li ritiene una forma di famiglia
surretizia. Paradossalmente rischiano di darsi ragione a
vicenda".
Ma il ministro Prc, Paolo Ferrero, non intende fare marcia
indietro: "Non cambio decisione. Non partecipero' alla conferenza nazionale
sulla famiglia. Se nel convegno sulla famiglia partecipano tutti i soggetti e'
una cosa, altrimenti vuol dire che e' un'iniziativa su una forma specifica di
convivenza sociale che e' la famiglia dovuta al matrimonio".
Plauso
invece dal coordinatore Dl Antonello Soro: "Gli omosessuali on sono stati
invitati perche' si parla di famiglie e loro non lo sono. Ha fatto bene la
Bindi, cosi' si chiarisce l'equivoco una volta per tutte". Mentre e' critico il
presidente della commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi: "Il mancato
invito da parte del ministro Rosy Bindi della Lega italiana delle famiglie di
fatto e delle associazioni rappresentative degli omosessuali non e' solo un
errore politico, e' anche una sgrammaticatura giuridica". Caustico il leghista
Roberto Calderoli: "della partecipazione o meno dei gay non frega nulla a me e
credo nemmeno al Paese". Duro anche Altero Matteoli di An: "Assistiamo ogni
giorno di piu' ad una vera e propria guerriglia senza precedenti nel governo. E'
uno spettacolo indecoroso: e' palpabile la necessita' che qualcuno abbia un
sussulto di coraggio e stacchi la spina a Prodi".
Quanto al Family day, i promotori invitano a finirla con le
"strumentalizzazioni politiche e allo scontro tra laici e cattolici", e Savino
Pezzotta dice: "Ci sono momenti nei quali servono gesti profetici, e il Family
day e' appunto questo: un gesto profetico di popolo". Intanto, l'Udc conferma la
sua presenza: "La vera necessita' e' la difesa della famiglia. Mentre solo una
cultura radicale e astratta puo' ritenere che i Dico siano oggi una priorita'".
Aggiunge il segretario Lorenzo Cesa, facendo eco al leader di An Fini: "sono un
cattolico che crede nel valore della famiglia e vado al Family day in quanto
tale, non perche' me lo dice la Cei o il mio parroco". E mentre il forzista
Enrico La Loggia annuncia che sara' in piazza, i colleghi Cicchitto e Biondi
spiegano il loro no: "Trattandosi di una manifestazione esplicitamente e
legittimamente convocata dall'associazionismo cattolico, i sottoscritti,
che sono laici senza aggettivi, fanno ad essa i migliori auguri di successo, ma
non saranno presenti per rispetto dell'identita' altrui, ma anche della
propria".