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"Non devo provare nessuna vergogna - ha detto - ho chiesto scusa e basta. Ho ottenuto tutte le mie vittorie in modo onesto e quindi nessuno mi ha mai contestato né quanto fatto al Giro del 2006 né tutti gli altri risultati della mia carriera".
Ivan Basso
Roma, 08-05-2007
"Non sono mai stato accusato di doping consumato. Non ho mai fatto uso di
sostanze dopanti né di autoemotrasfusione, ma ho ammesso il tentativo di ciò che
mi veniva contestato. C'è stata una mia piena ammissione di responsabilità
rispetto alla debolezza che ho commesso". Il giorno dopo 'la confessione' finita
sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo, Ivan Basso, vincitore del Giro
d'Italia 2006, passa al contrattacco.
Basso si è presentato in
conferenza stampa in jeans e camicia a quadretti azzurri: "L'ultimo anno per
me è stato molto travagliato e la mia è stata una semplice
debolezza. Ho riflettuto molto su questo - ha detto Basso - e il primo
passo è stato proprio l'interruzione del mio rapporto contrattuale con la
Discovery Channel. Un rapporto che ho voluto interrompere io spontaneamente, e
poi ho voluto mettere la parola fine a questa storia per poter ricominciare con
un nuovo spirito una nuova fase della mia carriera".
Basso ha inoltre chiarito che "nell'interrogatorio di ieri presso la Procura antidoping durato quattro ore presso lo stadio Olimpico di Roma, di non aver fatto "nomi di colleghi" eventualmente coinvolti come lui nella Operacion Puerto. Ieri il corridore varesino, vincitore del Giro d'Italia 2006 ora messo a rischio da questa vicenda, aveva ammesso le proprie responsabilita' di fronte al procuratore Torri. Ma, ha precisato, ha solo "contattato" il dottor Eufemiano Fuentes: "Sono stato accusato soltanto di tentativo ma non di doping", ha ribadito.
Il suo tentativo di doping è "una debolezza che rimarrà per tutta la vita, ma che intendo pagare per tornare a correre sereno".
"Non devo provare nessuna vergogna - ha detto - ho chiesto scusa e basta. Ho ottenuto tutte le mie vittorie in modo onesto e quindi nessuno mi ha mai contestato né quanto fatto al Giro del 2006 né tutti gli altri risultati della mia carriera".
Per quanto riguarda la quasi certa squalifica che potrà essere al massimo di due anni, Basso ha detto: "Mi daranno la giusta sanzione, non spetta a me decidere questo". Ma poi ha spiegato che ieri, davanti alla Procura del Coni, gli è stato chiesto di aderire ad una campagna contro il doping: "Sono stato un corridore modello per anni e sono stato sottoposto a decine e decine di controlli a sorpresa, risultati tutti negativi. L'Unione ciclistica internazionale mi considerava un atleta modello e che rispettava le regole ma io non ho mai assunto alcuna sostanza".
Ivan Basso "ha ampiamente ammesso le proprie responsabilita' relative all'Operacion Puerto".