Zagabria, 12-02-2007
Il presidente della Croazia Stipe Mesic si è detto oggi "costernato" dalle
dichiarazioni del presidente Giorgio Napolitano in occasione della Giornata del
Ricordo delle Foibe e dell'Esodo. Facendo riferimento alle decorazioni conferite
da Napolitano alle famiglie di 30 vittime dei partigiani titini e alle parole
usate dal capo dello stato italiano, Mesic, in un comunicato della presidenza
diffuso dall'agenzia di stampa ufficiale Hina, ha affermato che "queste
affermazioni, nelle quali uno non può non vedere elementi di aperto razzismo,
revisionismo storico e ricerca di vendetta politica, sono difficili da mettere
accanto al dichiarato desiderio per la promozione di relazioni bilaterali".
Mesic si è anche detto "spiacevolmente sorpreso" dal "contenuto e
dal tono" delle ultime affermazioni da parte della leadership dello Stato
italiano sia sul passato che sulle attuali relazioni fra Italia e Croazia.
Mesic si è riferito alla frase che Napolitano ha pronunciato sabato
scorso al Quirinale quando, consegnando diplomi e medaglie agli eredi delle
vittime delle foibe, ha collegato quelle vicende con il "moto di odio e di furia
sanguinaria" e con il "disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto
nel Trattato di pace del 1947 e che assunse i sinistri contorni di una pulizia
etnica". Il comunicato di Mesic fa riferimento alle "recenti dichiarazioni
giunte dal vertice dello Stato della vicina Italia".
"E' motivo di
costernazione ed è potenzialmente estremamente pericoloso mettere in
questione il Trattato di Pace che l'Italia ha firmato nel 1947". "Il presidente
croato - prosegue il comunicato, formulato in terza persona - si è di
recente e a più riprese pronunciato molto chiaramente per la condanna di ogni
crimine commesso da parte dei vincitori durante e dopo la Seconda guerra
mondiale, ma anche per l'analisi dell'intero contesto storico dicendosi
contrario a ogni tentativo di offuscare fatti, come pure al tentativo di
trasformare gli sconfitti della storia in vincitori".
"Per la
Croazia è assolutamente inaccettabile qualsiasi tentativo di mettere in
discussione gli Accordi di Osimo, stipulati tra Jugoslavia e Italia, che la
Croazia ha ereditato come uno dei Paesi successori della Federazione jugoslava",
si sottolinea più avanti nella nota, che si conclude così: "Il presidente Mesic
crede fermamente nella necessità di rafforzare ulteriormente i rapporti
amichevoli italo-croati, non solo nell'interesse dei due paesi ma anche in
quello dell'Europa che si unisce. Nel contempo ritiene di dover alzare una voce
di protesta contro ogni tentativo che, in nome di qualsiasi motivo o espediente,
possa mettere in dubbio le basi sulle quali è edificata l'Europa unita, tra
le quali l'antifascismo ha un posto di primo piano".
D'Alema:
"Parole immotivate" Le parole con le quali il presidente croato,
Stipe Mesic, ha commentato il discorso del capo dello Stato Giorgio Napolitano,
sulle foibe "stupiscono ed addolorano", e sono "del tutto immotivate". Lo ha
affermato oggi il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, a margine della
riunione dei capi delle diplomazie Ue in corso a Bruxelles.
E
convoca l'ambasciatore croatoMassimo D'Alema non esclude la
possibilità di passi formali. A Bruxelles per la riunione mensile dei ministri
degli Esteri dell'Ue, a chi gli chiede se ci saranno passi formali, ha risposto
infatti: "Non appena prenderemo visione in modo dettagliato di queste
dichiarazioni, valuteremo il da farsi consultando anche il presidente del
Consiglio Romano Prodi e il Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano". In una nota della Farnesina si specifica che il
ministro "ha convocato per domani al Ministero l'ambasciatore di Croazia in
Italia".
Napolitano condivide le parole di
D'AlemaA quanto si apprende negli ambienti del Quirinale, il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha pienamente condiviso le
valutazioni espresse dal ministro degli Esteri D'Alema.
Fini:
parole gravissime e inaccettabili"Mesic ha offeso non solo il
presidente Napolitano, cui va la nostra piena solidarietà, ma anche la verità
storica. Le sue parole sono gravissime e inaccettabili, rischiano di allontanare
la Croazia dall'Ue e rispondono solo a una logica ultranazionalista e
revanscista indegna per il capo di uno Stato di un Paese democratico e amico
dell'Italia", ha detto Gianfranco Fini, presidente di An ed ex ministro degli
Esteri.
La nota della Farnesina"Il Vice
Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema ha espresso
stupore e deplorazione per le inaccettabili dichiarazioni del Presidente croato,
Stipe Mesic, a commento del discorso pronunciato ieri dal Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della giornata del ricordo".
Quella di Mesic, sottolinea la nota, è "una reazione del tutto
immotivata, che può essere dettata solo da una lettura distorta e fuorviante
dell'intervento del Presidente Napolitano, che ha inteso rievocare, in
continuità con l'analoga iniziativa assunta dal Presidente Ciampi, la drammatica
esperienza vissuta dalle popolazioni giuliano-dalmate nel corso della seconda
guerra mondiale. Ed è del tutto evidente che nè il Capo dello Stato nè il
Governo hanno mai inteso minimamente rimettere in discussione il Trattato di
Pace del 1947 o gli Accordi di Osimo".
"Sorprende e addolora constatare
come le dichiarazioni del Presidente croato contraddicano quei valori e principi
che dovrebbero ispirare non solo il rapporto tra due Paesi vicini ma anche il
percorso europeo della Croazia" continua la nota, sottolineando che "Il Ministro
D'Alema ha espresso l'auspicio che, malgrado le inopportune dichiarazioni del
Presidente Mesic, Italia e Croazia possano proseguire sulla strada del dialogo e
della collaborazione per rafforzare il rapporto bilaterale e risolvere con
spirito costruttivo i problemi ancora in sospeso".