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Il leader della Casa delle libertà lo sceglieranno gli elettori. Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, coregge il tiro : "Io l'ho sempre detto", ha spiegato Berlusconi. "Ieri mi è stato chiesto se Fini potrà essere un candidato autorevole il giorno in cui nascerà il partito delle libertà e io ho risposto: come no? Ho mantenuto esattamente Fini e chi vorrà proporsi. Come ho sempre detto, sono gli elettori a scegliere il leader".
Berlusconi e Fini
Roma, 28-01-2007
Il leader della Casa delle libertà lo sceglieranno gli
elettori. Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, coregge
il tiro : "Io l'ho sempre detto", ha spiegato Berlusconi. "Ieri mi è stato
chiesto se Fini potrà essere un candidato autorevole il giorno in cui nascerà il
partito delle libertà e io ho risposto: come no? Ho mantenuto esattamente Fini e
chi vorrà proporsi. Come ho sempre detto, sono gli elettori a scegliere il
leader".
L'ex presidente del Consiglio nella notte dopo lo show
dei Telegatti aveva indicato Gianfranco Fini come suo futuro erede alla guida
della Casa delle libertà sollevando un vespaio di polemiche tra gli
alleati.
Insomma - ha spiegato il leader di Forza Italia arrivando al convegno organizzato dalla fondazione 'Liberal' sul 'berlusconismo' - ho mantenuto il nome di Fini esattamente come tutti quelli che vorranno proporsi. Saranno la base e gli elettori a indicare il leader"
Le parole di Fini
Proprio Fini, accolto da un forte
applauso, ha preso la parola nel convegno. Il leader di An, ad una platea
formata anche dai massimi dirigenti azzurri, ha parlato di "valori condivisi"
che sono "alla base delle alleanze, dei programmi". "Il governo Prodi dimostra
che non è sufficiente avere un'alleanza tra partiti, non possono avere una casa
comune, l'attuale maggioranza governa solo per demonizzare l'avversario e
demolire le riforme del centrodestra", ha sottlineato l'ex
vicepremier, "noi non siamo solo forze politiche che stanno insieme, l'unità che
si è creata dal 1994 è un'unità di valori".
Fini ha poi ricordato quando Berlusconi sostenne la sua candidatura
quando era candidato a Roma contro Rutelli: "In quel momento Berlusconi ha
cambiato la politica italiana". Poi l'ex ministro degli Esteri guarda avanti:
"Sono gli elettori che danno patenti, legittimità su leadership presenti e
future".
"Siamo ad un bivio di un momento storico", ma proprio perché "occorre
far capire che è il governo Prodi ad essere una parentesi" e non il
centrodestra "bisogna discutere sui contenuti" e non su ragionamenti inutili "su
chi guiderà la coalizione tra quindici anni", ha aggiunto Gianfranco Fini
nel suo intervento.
Definiamo i tempi, discutiamo i
modi, ma nessuno ceda alla tentazione egoistica di dire: meglio che il mio
partito vada avanti, piuttosto che vada avanti un'alleanza di valori.
Il popolo del centrodestra si faccia sentire", ha concluso Fini che ha definito Berlusconi "un personaggio irripetibile" che ha cambiato "la politica e la società italiana".
Berlusconi: contro di me solo vendette e tentativi di
distruzione
"Io aborro gli ismi, tutto ciò porta a credere ad
un'ideologia. Questo convegno non si doveva fare...". Silvio Berlusconi arriva
al convegno sul 'berlusconismo' e ha spiegato che "si tratta di un
dispetto". Poi, però, ha detto: "Trovo opportuna un'opera di revisionismo in
diretta prima che la manipolazione della sinistra trasformi le menzogne in
pagine di libri di storia arrivando ad inquinare le menti dei giovani, la
sinistra finora mi ha considerato come un'anomalia, come un caimano, come il
popolista". Berlusconi ha citato Sciascia: "Prima li chiacchierano e poi dicono
che sono chiacchierati...".
L'ex presidente del Consiglio ha spiegato di "voler rispondere a tutte le accuse che ci vengono rivolte": "Ci accusano di populismo perché ci rivolgiamo direttamente ai cittadini e non al ceto intellettuale e politico. Ricordo che secondo la Costituzione la sovranità appartiene al popolo, che viene prima dei sindacati e dei centri di potere. Anzi quest'accusa è leninismo", osserva l'ex presidente del Consiglio che ricorda la manifestazione del 2 dicembre, "quel popolo innamorato della libertà".
"Dobbiamo contestare le falsità della sinistra e guardare con orgoglio alla
nostra storia. Con la mia discesa in campo per la prima volta c'è stata una
democrazia dell'alternanza, noi abbiamo evitato all'Italia una sciagura", ha
aggiunto ancora Berlusconi, "contro di me solo vendette e tentativi di
distruggerci".
Federazione di centrodestra
La
federazione dei partiti del centrodestra si fara', ma non e' importante che
nasca prima delle prossime elezioni amministrative. Il presidente di Forza
Italia, Silvio Berlusconi, spiega al termine dell'assemblea del Club Liberal i
tempi del percorso comune dei partiti del centrodestra: "Non e' cosi' importante
fare una federazione prima delle amministrative. Fare una federazione e'
importante quando si e' al governo e bisogna prendere ua decisione a maggioranza
perche' magari un partito della coalizione dice no. Quindi per evitare che un
determinato progetto rimanga bloccato".
"Credo che la Fed si possa
fare - ha proseguito Berlusconi - e' in itinere, ci stiamo lavorando, Fini ci
crede, io ci credo, Rotondi ci crede e credo che anche i repubblicani
entreranno".
Il partito unico e il partito democratico sono sinonimi della stessa cosa: un preoccupante ritorno ad una visione politica e sociale di stampo centralista. Tutto il contrario del federalismo, e per questo il Carroccio non intende entrare nel partito unico del centrodestra. Lo sostiene Umberto Bossi.
L'Udc sta andando verso il cambiamento. Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, risponde a Berlusconi che da Roma chiede dove stia andando l'Udc annunciando di aspettare quel partito fiducioso.