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Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, il premier Romano Prodi annuncia che il prossimo anno sarà l'anno della svolta e illustra l'agenda del governo: semplificazione burocratica per le imprese, ambiente e rilancio della ricerca
Il premier Romano Prodi
Roma, 28-12-2006
“Vi ringrazio per il vostro lavoro quotidiano in favore di una informazione libera e pluralistica – così il premier Romano Prodi si è rivolgo ai giornalisti iniziando la tradizionale conferenza stampa di fine anno - Io so quanto siete preoccupati per la situazione difficile del rinnovo del contratto di lavoro. E ritengo prioritario e urgente che le parti si ritrovino ad una tavolo di trattative per arrivare finalmente ad una soluzione positiva”.
“In questa controversia non è in gioco solo il vostro futuro – ha aggiunto – ma il futuro dell’intero sistema dell’informazione in Italia”.
I due obiettivi del governo
Entrando nel merito
dell’azione del suo esecutivo, ha ricordato “i due grandi obiettivi di questo
governo: la crescita economica e sociale del Paese e l'equità e la giustizia.
Questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso il risanamento dei conti
rimessi in crisi dal precedente Governo fino all'annullamento dell'avanzo
primario e alla crescita del debito pubblico".
Crescita è il primo obiettivo
“Insisterò sulla crescita
perché è il nostro obiettivo, senza il quale nessun altro obiettivo virtuoso può
essere ottenuto. L’equità è aiuto ai più deboli, sostegno alla famiglie”.
L'Italia ha riconquistato un ruolo internazionale
Inoltre “l'Italia nei primi sette mesi ha finalmente riacquistato
un ruolo internazionale e una voce ferma in favore della pace. E dal 1 gennaio
lo faremo in Consiglio di Sicurezza Onu dove siamo stati eletti con una
maggioranza senza precedenti”.
“Dopo anni di errori siamo rientrati dall’Iraq. Nello stesso tempo abbiamo svolto un ruolo fondamentale per difendere l’integrità del Libano e lo abbiamo fatto in accordo con l’Onu”.
Abbiamo poi “recuperato il nostro ruolo trainante dell’Europa”.
Negli anni scorsi clima di rassegnazione e declino
"Siamo di fronte a un malessere con radici profonde, perché da troppo tempo
siamo abituati ad arretrare continuamente nelle classifiche della politica
internazionale. Eppure, e lo dico con la massima sincerità, avverto con
chiarezza segnali confortanti di uscita da quello che per anni è parso un clima
di rassegnazione e declino".
"Non ho mai usato con leggerezza la parola declino ma è innegabile che il governo precedente non è stato in grado di contrastare una lunga parabola decrescente dell'Italia o perché non ha capito i mutamenti dell’economia globale, o perché non ha avuto la voglia o la forza per affrontare con politiche appropriate”.
2007 anno della svolta
Ma "il 2007 sarà l'anno della
svolta". Infatti, “la nostra è stata una finanziaria bilanciata, dopo gli anni
del deficit, della stagnazione e dell’equità”.
“La Finanziaria, nonostante sia stata caricata di molte attese, non esaurisce il compito del governo. Ha posto le premesse per una politica sana. Restano problemi strutturali da affrontare".
L'agenda del prossimo anno
Il presidente del Consiglio
Romano Prodi indica tra gli obiettivi del Governo la possibilità di "aprire
un'impresa in un giorno semplificando le procedure burocratiche".
Tra gli altri obiettivi, rilanciare gli investimenti degli stranieri che da
"troppo tempo evitano l'Italia o vengono solo per comprare pezzi di imprese già
esistenti", una politica ambientale per "riqualificare il territorio e le città
e risolvere il problema della sopravvivenza urbana", il rilancio della ricerca
che sia "all'altezza della globalizzazione", come dimostra l'accordo sulla banda
larga raggiunto fra ministeri.