Finanziaria. Tremonti: manovra da dementi. Prodi: ci guadagnano gli italiani

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Il giorno dopo il voto del Senato, non accenna a placarsi la polemica politica sulla legge finanziaria. Le critiche più dure vengono dalle opposizioni e l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti non lesina aspre accuse: "Solo un demente come quello che sta adesso al governo pensava di fare più spesa pubblica con più tasse".

 
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L'Ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti

L'Ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Roma, 16-12-2006

Il giorno dopo il voto del Senato, non accenna a placarsi la polemica politica sulla legge finanziaria. Le critiche più dure vengono dalle opposizioni e l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti non lesina aspre accuse: "Solo un demente come quello che sta adesso al governo pensava di fare più spesa pubblica con più tasse", ha detto il vice presidente di Forza Italia, nel suo intervento al convegno di Firenze sul nuovo statuto del partito.

E l'esponente leghista Roberto Calderoli si appella al Capo dello Stato: "Napolitano a fronte di prove così evidenti di incostituzionalità e illegittimità non può firmare questa legge finanziaria e dovrebbe rinviarla con un messaggio motivato alle Camere". 

La difesa del Governo
Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, "si è dovuto fare una Finanziaria così complessa e adesso il nostro obiettivo è spiegare agli italiani il perché", ha detto a Milano al convegno del Partito democratico.

Prodi: "E' la manovra della svolta"
Dal canto suo, il premier Romano Prodi ha ribadito che la manovra è quella "della svolta. Ci guadagnano gli italiani", ha sottolineato il capo del Governo a Reggio Emilia. "Non è vero - ha affermato - e fortunatamente giorno per giorno si scopre che non è vero, che ci siano tasse e oppressioni. Si stanno mettendo a posto tante tessere che prima andavano ognuna per conto suo".

In particolare, sul voto dei senatori a vita che sono stati determinanti per la fiducia, è intervenuto il Guardasigilli Clemente Mastella. "I senatori a vita hanno diritti e doveri come gli altri, invece secondo me ora devono iniziare a votare anche i presidenti delle assemblee perché è cambiata la formula".

Quanto invece alla norma sulle prescrizioni per i reati contabili, il sottosegretario all'Economia Paolo Cento ha ribadito che entro fine anno il Governo vi porrà rimedio, assieme all'altro "errore materiale" rappresentato dal Cip6, ossia il finanziamento alle energie verdi.

La norma sulla prescrizione dei reati contabili non è piaciuta nemmeno ai sindacati: il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha definito "inaccettabile" questo colpo di spugna. Più critico Raffaele Bonanni segretario della Cisl, il quale ha detto che la finanziaria "così com'è non ci piace". Luigi Angeletti, segretario della Uil, esorta a mettere ora a punto "una politica per lo sviluppo".

Intanto, la finanziaria approderà lunedì prossimo alla Camera per la terza e definitiva lettura.

 

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