Messico. Violenta repressione nel villaggio di Atenco, ucciso un ragazzo di 14 anni, 200 gli arresti

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Il 3 maggio, Festa di Santa Cruz, giorno molto redditizio per i venditori di fiori, la polizia ha espulso 8 venditori ambulanti. La popolazione ha reagito e si è scontrata con 3000 poliziotti inviati sul posto.

 
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Una foto eloquente degli scontri

Una foto eloquente degli scontri

Città del Messico, 24-05-2006

Il 3 e 4 maggio scorsi una violenta repressione si è abbattuta sugli abitanti del villaggio di San Salvador Atenco in Messico. Da alcune settimane le autorità del Partito della Rivoluzione Democratica, al quale appartiene Andrés  Manuel Lopez Obrador, favorito alle elezioni di luglio prossimo, cercavano di impedire ai numerosi venditori ambulanti del mercato di Texcoco di esercitare la loro attività. Nello stesso tempo le stesse autorità municipali si propongono di concedere un vasto spazio alla Wal- Mart per costruire un centro commerciale che distruggerebbe il piccolo commercio.

 Il 3 maggio, Festa di Santa Cruz, giorno molto redditizio per i venditori di fiori, la polizia ha espulso 8 venditori ambulanti. La popolazione ha reagito costruendo barricate e impedendo il passaggio dei poliziotti che hanno chiamato i rinforzi. Circa 3000 poliziotti hanno invaso San Salvador Atenco, facendo perquisizioni senza mandato. Durissimo il bilancio degli scontri: un ragazzo di 14 anni Javier Cortés Santiago, è stato ucciso da colpi di pistola sparati ad altezza d’uomo.  Un altro giovane di 20 anni, colpito con un gas lacrimogeno è in coma cerebrale. Più di 200 le persone arrestate, 70 i desaparecidos , 5 gli stranieri espulsi. La maggioranza delle donne detenute ha denunciato di aver subito ripetute violenze sessuali durante il tragitto che le conduceva al cercere. Molte donne rimesse in libertà hanno dichiarato di aver comprato il loro rilascio attraverso relazioni sessuali con i poliziotti. Naturalmente, le autorità negano.

La comunità di Atenco, organizzata nel Fronte del Popolo in Difesa della Terra,  da anni lotta contro i macroprogetti nazionali e privati che si stanno portando avanti nelle loro terre. Quattro anni fa, i machete branditi dagli atencos richiamarono l’attenzione della stampa mondiale e riuscirono ad impedire la costruzione dell’aeroporto in Texcoco, un progetto che prevedeva l’esproprio di 4.500 ettari di terre coltivate con un ridicolo indennizzo di 6 pesos al metro quadro.

La Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani ( http://cciodh.pangea.org/) partirà per il Messico, dove resterà dal 29 maggio al 4 giugno, per accertare i fatti e realizzare interviste con le persone coinvolte negli scontri.

 


 

 

La vignetta di Gianni Carino

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