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La forza multinazionale guidata dagli Stati Uniti in Iraq ha ordinato l'apertura di un supplemento di inchiesta sulla sparatoria del 4 marzo nella quale è stato ucciso Nicola Calipari. Parteciperanno anche rappresentanti italiani.
Nicola Calipari
Roma, 08-03-2005
La forza multinazionale guidata dagli Stati Uniti in Iraq ha ordinato
l'apertura di un supplemento di inchiesta sulla sparatoria del 4 marzo
nella quale è stato ucciso Nicola Calipari. Parteciperanno anche
rappresentanti italiani. La decisione è stata presa su richiesta del premier
Silvio Berlusconi. L'inchiesta dovrà essere conclusa in tempi stretti, tre
o quattro settimane al massimo.
Giuliana Sgrena: una
tecnica da agguato, voglio la verità
Nella polemica sulla dinamica
interviene, dal suo letto d'ospedale, Giuliana Sgrena. Giudico questa tecnica un
agguato, ha affermato la Sgrena, non so rivolto a chi nè da chi voluto. Per
questo io chiedo solo di sapere la verità, lo chiedo non solo per me,
soprattutto per Nicola.
Fonti diplomatiche Usa: Stati Uniti e
Italia lavorano insieme
Stati Uniti ed Italia stanno "lavorando
insieme per far luce su quanto accaduto" a Baghdad il giorno della liberazione
di Giuliana Sgrena e "ricercare insieme il modo migliore di ricostruire i
fatti". Lo hanno riferito fonti diplomatiche americane a Roma che hanno aggiunto
che tra Italia e Stati Uniti "non ci sono divergenze" nella volontà di fare
chiarezza. Questo pomeriggio l'ambasciatore Usa Mel Sembler è tornato
- è la terza volta da venerdì scorso - a Palazzo
Chigi.
Generale Casey: in stretto collegamento con gli
italiani
"Stiamo lavorando in stretto collegamento con gli italiani
in questa indagine": lo ha detto il generale George Casey, comandante della
Forza multinazionale in Iraq, in un briefing al Pentagono, parlando
dell'inchiesta sull'uccisione di Nicola Calipari.
"Non ho
informazioni" di comunicazioni tra gli italiani e gli Usa a Baghdad sull'arrivo
dell'automobile con Giuliana Sgrena e Nicola Calipari
all'aeroporto di
Baghdad, venerdì scorso ha detto il generale.
CNN: il checkpoint era per Negroponte
L'automobile sulla
quale viaggiavano il funzionario del Sismi e Giuliana Sgrena, arriverà in
settimana a Roma,da Baghdad, per essere esaminata da un collegio di esperti
balistici; mentre oggi si è appreso dalla Cnn che il posto di blocco
dove è stato ucciso Calipari era stato approntato per il passaggio
dell'ambasciatore statunitense in Iraq, John Negroponte. Ed i Pubblici
ministeri Ionta e Saviotti attendono dal dipartimento della Giustizia
statunitense i nomi dei soldati che hanno sparato e la relazione di servizio.
Resta invece ancora nelle mani degli americani il telefono satellitare di
Calipari.
Fini: chiediamo verità e
giustizia
Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha riferito
oggi alla Camera sulla morte di Nicola Calipari il funzionario del Sismi ucciso
venerdì scorso in Iraq poco dopo aver preso in consegna Giuliana sgrena. E'
doveroso esigere che sia fatta chiarezza, chiedere che sia fatta luce sui punti
ancora oscuri, individuare le responsabilità e, se responsabilità ci sono,
chiedere di ottenere la punizione dei colpevoli, ha detto Fini. Il vicepremier
ha confermato che "il Sismi aveva attivato i contatti con le autorità
statunitensi preposte alla sicurezza dell'aeroporto di Baghdad, agendo sempre in
conformità alle direttive del governo e in sinergia con le forze alleate.
Rimangono i dubbi e le contraddizioni sulla prima versione americana che non
coincide con quanto risulta al governo italiano.
Video dei
rapitori: nessun riscatto
Non passano neppure tre ore
dall'intervento del ministro degli Esteri Gianfranco Fini alla Camera, che
sul tragico epilogo del rilascio di Giuliana Sgrena dicono la loro anche i
rapitori della giornalista, con un video recapitato all'Associated Press
Television News (Aptn) a Baghdad.
Il video mostra le immagini della giornalista poco prima della sua
liberazione. Un uomo non inquadrato legge un comunicato e sostiene che gli
"americani volevano uccidere giuliana Sgrena e noi glielo abbiamo detto. (...)
Sembra che forze di occupazione stiano progettando l'uccisione di un alto
esponente sciita addebitando il delitto alle brigate di al Zarqawi. Noi non lo
faremo mai e lo diciamo fin da ora".
L' uomo non inquadrato legge
un comunicato e informa del mancato pagamento di un riscatto, "anche se ci è
stato offerto". L'uomo aggiunge che la "resistenza rifiuta di essere pagata.
Speriamo che tutti i giornalisti in giro per il mondo siano rilasciati".
E' salito ad almeno tre morti e 30 feriti il bilancio dell'attacco avvenuto nel cuore di Baghdad, nei pressi di viale Saddoun, verso le 6,30 ora locale, le 4 e mezza in Italia. Un autocarrro per la raccolta dell'immondizia imbottito di tritolo è saltato in aria accanto all'hotel 'al-Sadeer', utilizzato dagli agenti delle forze dell'ordine irachene e dai loro istruttori stranieri, molti dei quali vi risiedono
Quindici corpi decapitati di uomini e donne sono stati scoperti nei pressi di Latifiyah, circa quaranta chilometri a sud di Baghdad. Lo ha affermato alla France Presse un ufficiale dell'esercito iracheno, il capitano Mohammad al Saedi.
Non passano neppure tre ore dall'intervento del ministro degli Esteri Gianfranco Fini alla Camera, che sul tragico epilogo del rilascio di Giuliana Sgrena dicono la loro anche i rapitori della giornalista, con un video recapitato all'Associated Press Television News (Aptn) a Baghdad.
"Nicola Calipari ha coperto con il suo corpo l'ostaggio e le ha salvato la vita. I funzionari del Sismi, per la delicatezza dell'operazione e il contesto che ben concoscevano, hanno agito secondo modalità di intervento di basso profilo perché l'uso di un'auto blindata o altro avrebbe aumentato il pericolo.
