Vota:
Votata: 9volte,
Indice di gradimento: 3.77
Il neo presidente chiede "serenita' e collaborazione" e promette "equilibrio, indipendenza e trasparenza", dicendosi consapevole della "speciale natura dell'azienda Rai" che "richiede una particolare cura alla qualita' del prodotto, alle competenze, alla cultura".
Anna Maria Tarantola
Roma, 12-07-2012
Non si sono visti volare tappi di champagne a Palazzo Koch, ma la notizia non puo' non aver emozionato almeno un po' Anna Maria Tarantola, che ha passato le sue ultime ore da vicedirettore generale della Banca d'Italia nel suo ufficio, gia' proiettata verso la nuova avventura da presidente della Rai.
La Commissione di Vigilanza ha dato il via libera alla sua nomina, approvata non senza polemiche dal nuovo consiglio di amministrazione due giorni fa. Una ratifica non scontata, perche' il Pdl non vuole mandar giu' l'aumento dei poteri del nuovo vertice aziendale e, nonostante il si' di oggi, promette ancora battaglia. Il conferimento delle deleghe al presidente e' il nuovo scoglio che si profila all'orizzonte.
Tarantola ha salutato i colleghi con cui ha passato 41 anni di vita e i dipendenti della Rai, ringraziando tutti per gli auguri ricevuti, a partite dal presidente Napolitano e i presidenti della Camere. Ora chiede "serenita' e collaborazione" e promette "equilibrio, indipendenza e trasparenza", dicendosi consapevole della "speciale natura dell'azienda Rai" che "richiede una particolare cura alla qualita' del prodotto, alle competenze, alla cultura". Il primo passo sara' la convocazione del cda, probabilmente martedi' prossimo, per l'indicazione del nuovo dg Luigi Gubitosi che sara' poi formalizzata con un passaggio in assemblea e di nuovo in cda. Dovrebbe avvenire mercoledi', invece, il dibattito sul conferimento delle deleghe che si annuncia combattuto.
La guerra non e' finita anche dopo la fumata bianca a Palazzo San Macuto sul presidente: 31 i voti favorevoli (da Pd, Pdl, Udc), sei gli assenti (tre della Lega, due dell'Idv e il radicale Marco Beltrandi), due schede bianche e una nulla. Il Pdl, che fino all'ultimo minacciava di non votare, ha dato il suo ok, ma insiste nel rivendicare le competenze del Parlamento sul servizio pubblico. Non sono parole di pace neanche quelle di Pierluigi Bersani, che, dopo aver incontrato Napolitano, ha attaccato il Pdl per il pressing su Palazzo Chigi degli ultimi giorni. "Mentre la gente sta vivendo i problemi che abbiamo, ho visto che l'intero gruppo dirigente del Pdl e' stato ricevuto a Palazzo Chigi per discutere di Rai - afferma -. Se il Pdl ritiene di essere il padrone della Rai, vorra' dire che il canone lo paghera' lui".
Il Pdl va avanti sulla sua strada, chiede garanzie e certezze su alcuni posti chiave. Nessuno pero' conferma che il governo abbia dato rassicurazioni su un ridimensionamento dei poteri ai nuovi vertici: firma dei contratti fino a 10 milioni di euro e autonomia nelle nomine non editoriali. La trattativa non riguarda solo l'entita' delle deleghe, ma anche le modalita' con cui saranno conferite. Per il Pdl non e' sufficiente una delibera del consiglio di amministrazione, ma serve una modifica dello statuto, che richiede una procedura piu' complessa compreso un parere della Commissione di Vigilanza e un successivo decreto ministeriale. Per questo il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, dopo aver sottolineato che da oggi "la Rai e il servizio pubblico sono una realta' diversa", precisa che "per legittimare ogni aspetto strutturale della nuova governance potrebbe occorrere una seconda fase".
La palla ora pero' passa al cda e li' si capira' quali saranno i prossimi passi. "La giurisprudenza costituzionale - ribadisce Alessio Butti del Pdl - prevede in modo inequivocabile che i poteri del cda Rai sono stabiliti per legge e si fondano sulla collegialita' quale strumento operativo". "Il presidente avra' le deleghe che serviranno per governare - assicura Fabrizio Morri del Pd -. Noi in Parlamento accompagneremo il superamento di questo scoglio".
Da Bankitalia a viale Mazzini, "Anna Maria Tarantola - scrive La Stampa - è la nuova presidente della Rai". Ma, titola Il Corriere della Sera "al presidente poteri a metà"