Gli esperti: ipo sopravvalutata

Tonfo di Facebook al Nasdaq

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Chiusura fortemente negativa per Facebook sull'indice Nasdaq. Il titolo ha terminato la giornata di contrattazioni a -10,99% con le azioni valutate a 34,03 dollari.

 
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In calo i titoli Fb

In calo i titoli Fb

New York, 21-05-2012

Facebook pesante in borsa nel suo secondo giorno di scambi. I titoli sono arrivati a perdere il 13% a 33,12 dollari, ben al di sotto dei 38 dollari fissati nell'ipo, fra scambi sostenuti, con piu' di 30 milioni di azioni passate di mano nei primi minuti di scambi.

Un calo che si registra in una giornata positiva per Wall Street, con il Nasdaq che guadagna il 2,04%. Per gli investitori ma soprattutto per chi ha curato l'initial public offering la frenata e' una cattiva notizia: un prezzo sotto quello fissato si traduce per i trader in un"'ipo fallita" e di conseguenza in un momento imbarazzante per i sottoscrittori.

Le banche che hanno sottoscritto l'ipo hanno "sbagliato tutto. Se il prezzo fosse stato la meta' di quello identificato, i titoli sarebbero schizzati a 45 dollari per azione" affermano alcuni analisti.

Il mercato quindi fa scontare a Facebook il fatto di essere stata sopravvalutata: il prezzo e' 54 volte superiore agli utili per azione stimati quest'anno, decisamente sopra le 44 volte dello sbarco in Borsa di Google nel 2004. A sostegno della soglia psicologica dei 38 dollari e' scesa in campo venerdi' scorso Morgan Stanley, la principale banca che ha curato il collocamento. L'intervento nel primo giorno di scambio e' anche servito a bilanciare i possibili effetti negativi sul prezzo dei problemi tecnici del Nasdaq: l'indice e' "umilmente imbarazzato" per quanto accaduto, afferma l'amministratore delegato del Nasdaq, Bob Grifeld, riferendosi al ritardo nell'avvio degli scambi e alle difficolta' nel comunicare ai trader l'esecuzione degli ordini.

Ammettendo che l'indice dovra' rivedere il processo di ipo, il Nasdaq ritiene che la debole perfomance di venerdi' di Facebook non sia stata colpa sua. Secondo alcuni osservatori, la 'debacle' del Nasdaq con Facebook rischia di danneggiare la reputazione dell'indice in modo serio perche' segue anche le difficolta' sperimentate da BAT sull'indice nel primo giorno.

"Quello che tutti sembrano ignorare e' il fatto che l'ipo ha portato 500 milioni di azioni sul mercato. Chi avrebbe potuto provocare una domanda talmente alta spingere i prezzi a raddoppiare nella prima seduta?" affermano alcuni analisti. Il calo dei titoli riduce la 'ricchezza personale' dell'amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg: nella seduta ha bruciato 2,2 miliardi di dollari e la sua quota vale solo 17 miliardi di dollari contro gli oltre 19 miliardi di dollari di venerdi'.

 

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