L'Ici non andava abolita

Monti: tagli da 4,2 mld, non scongiurato aumento dell'Iva

Vota:

Votata: 27volte,

Indice di gradimento: 2.85

"Ci sono responsabilita' del passato che sono causa di un peso tributario oggi eccessivo". Il presidente del Consiglio ha parlato di "errori gravi" di chi "ha schiacciato sulle generazioni future" il costo di una vita che il Paese ha vissuto al di sopra delle sue possibilita'

 
  • Condividi:
  • Ok Notizie
  • Technorati
  • Virgilio
  • Stampa
  • Segnala
  • Dimensioni originali
  • Zoom +
  • Zoom + +
 
Mario Monti

Mario Monti

Roma, 30-04-2012

Mario Monti presenta la sua spending review guardando al passato e a quegli "errori gravi" di chi "ha schiacciato sulle generazioni future" il costo di una vita che il paese ha vissuto al di sopra delle sue possibilita' portandolo ad avere una pressione fiscale da record.

Il premier veste i panni del risanatore e, accogliendo nel proprio staff il neo Commissario Enrico Bondi, molla forse per la prima volta la cautela del professore prestato alla politica e muove critiche sulle scelte del passato. E su quelle annunciate per il futuro.

Dietro alla lavagna finisce subito l'abolizione dell'Ici, cavallo di battaglia del Pdl di Berlusconi, ma anche la 'ricetta' di Alfano che nei giorni scorsi ha proposto che le imprese che hanno crediti con lo Stato non paghino le tasse per una cifra equivalente.

"Se oggi c'e' l'Imu - dice infatti il Professore - bisogna accettare l'amara verita' che 3 anni fa e' stata abolita l'Ici sulla prima casa senza valutare le conseguenze" in una situazione dei conti "precaria". Non solo: "Ho ricordato - aggiunge Monti - come e' stato necessario introdurre l'Imu in un contesto molto degradato di finanza pubblica reso ancora piu' degradato dalla mancanza di crescita che derivava dalla carenza di azioni di politica economica e fino a poco tempo fa dalla mancanza di consapevolezza che l'Italia cresceva poco a dispetto di alcuni e un poco superficiali indicatori di benessere". Insomma, "ci sono responsabilita' ed errori gravi del passato che sono causa di un peso tributario oggi eccessivo", sentenzia.

Ma e' contro la Lega e la sua giornata di ribellione fiscale annunciata per domani che il premier appare piu' duro: 'Voglio esprimere parole di sdegno per chi ha governato ed intende proporsi al Governo del paese e che non puo' giustificare l'evasione fiscale. Non si puo' istigare a non pagare le tasse" scandisce il capo del Governo spiegando che "altri sono i modi in un paese serio per risolvere i problemi".

Insomma, avverte Monti "se vuole il mondo politico, industriale o sindacale puo' distruggere in pochi giorni le cose migliori che il governo ha scelto di fare per la salute economica del Paese". Ma a tutti deve essere chiaro che se a queste misure si e' arrivati e' per via di una politica a maglie larghe che certo non ha giovato. "Tutti invocano la riduzione delle tasse. Sembra quasi che il governo si diverta - sbotta il premier - ma chi continua a parlare di questo sappia che gli italiani non sono sprovveduti". Ed e' "puerile, ancorche' fatto di frequente, dire che l'Italia non sbatte i pugni in Europa per una politica di crescita, perche' si e' vista la scarsa efficienza in passato di politiche piu' declamatorie".

Ce n'e' ancora per i partiti tutti. Quando a Monti viene chiesto se li ha sentiti sulle scelte del governo per il finanziamento, il premier risponde con un "no" secco, che e' tutto un programma. E da rivedere pure la Rai, "esempio eclatante di enti e societa' da rivedere", giacche' a Viale Mazzini "la logica della indipendenza dalla politica non e' garantita".

Il 'Monti furioso' ne ha anche abbastanza di sentir dire che il suo e' un governo dei poteri forti. "Qualcuno ne parla, ma se c'e' una cosa che i poteri forti non avrebbero gradito" e' proprio il divieto di ricoprire piu' incarichi in societa' dei settori bancario, assicurativo e finanziario. Norma che nelle scorse settimane ha provocato una raffica di dimissioni.

 

Notizie collegate

La spending review in consiglio dei ministri

4 miliardi di tagli alla spesa dello stato

Ammonterebbero a poco piu' di 4 miliardi i tagli di spesa che il governo intende programmare per il 2012 con la spending review. Su proposta del minstro Giarda, Enrico Bondi è stato nominato commissario: sarà lui a razionalizzare le spese.

Risparmi per oltre 4 miliardi

Ecco i nuovi tagli

Prefetture, tribunali, scuole, ma anche sommergibili e cacciabombardieri. Tagli selettivi ai ministeri, ma anche riorganizzazione degli aiuti alle imprese e delle modalita' di finanziamento di partiti e sindacati. E' ricco il capitolo degli interventi previsti dalla relazione messa a punto dal ministro dell'Economia, Piero Giarda, e dagli interventi previsti dal Consiglio dei Ministri.