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Un faccia a faccia con la sua Curva. A testa alta, senza timore di essere contestato. Al termine di Roma-Napoli, mentre i tifosi romanisti fischiavano e gridavano "Luis Enrique lo dovete mandare via" Francesco Totti, da vero capitano, ha cercato il dialogo con i supporter giallorossi.
Totti sotto la Curva Sud
Roma, 29-04-2012
Roma-Napoli 2-2 nel terzo anticipo della 35esima giornata di Serie A. Primo tempo di marca giallorossa, ma produce la sola rete di Marquinho al 41'. Nella ripresa ospiti trasformati e in gol con Zuniga al 49' e Cavani al 67'. Nel finale la Roma disperatamente all'attacco trova il pari all'88' con Simplicio. In classifica il Napoli aggancia almeno provvisoriamente la Lazio al 3/o posto con 55 punti; mentre la Roma va a 51 ma resta settima. Giallorossi sostenuti durante la gara ma fischiati prima e dopo.
Totti mediatore
Un faccia a faccia con la sua Curva. A testa alta, senza timore di essere contestato. Al termine di Roma-Napoli, mentre i tifosi romanisti fischiavano e gridavano "Luis Enrique lo dovete mandare via" Francesco Totti, da vero capitano, ha cercato il dialogo con i supporter giallorossi. Li ha ascoltati nelle loro opinioni più contrastanti, mentre qualcuno intonava il coro "C'è solo un capitano". Tutto il resto della squadra lo ha accompagnato, tranne Heinze e Bojan, ma a spiegare il motivo della loro assenza è lo stesso spagnolo. "Ero lontano non ho capito cosa accadeva - ha ammesso Bojan a Sky - e con Heinze sono rientrato nello spogliatoio. E' la prima volta che capita altrimenti sarei andato".
Il Totti mediatore e' piaciuto al direttore generale Franco Baldini che ha spiegato che i giocatori "ci hanno messo la facciae si sono presi quello che meritavano, fischi e applausi". Primo tra tutti il capitano giallorosso. "Totti ha carisma e personalità tale... Non si può dire nulla su di lui e il suo comportamento. Totti un giorno, il più lontano, dovremo farne a meno, ora è troppo importante", ha ribadito Baldini.
I tifosi giallorossi però si aspettavano anche il tecnico. A gran voce hanno gridato "Luis Enrique dove sta?". L'allenatore però sotto la curva non si è presentato. "Io non sarei andato. Francesco e' una parte del cuore della Roma e sa ottimamente quello che deve fare - le parole dello spagnolo -. E' stato un gesto spontaneo bellissimo, il rapporto tra tifoseria e ragazzi deve essere migliore possibile. I calciatori hanno bisogno del loro tifo e della loro fiducia". Diverso invece il ruolo dell'allenatore. "Io ho il pensiero di cosa significa essere allenatore. Il calcio è dei calciatori, penso che nessuno voleva vedermi sotto la curva. Non ci sarei andato neanche se avessi vinto 10 partite consecutive. I festeggiamenti sono dei calciatori e io sono allenatore: prima godevo di tutto questo, adesso no. E nelle situazioni non belle, come questa, per i tifosi di cui capisco la delusione, sarebbe stata un provocazione andare sotto la curva".
Luis Enrique merita un'altra stagione
"Luis Enrique è il nostro allenatore, merita di avere questa squadra e almeno un'altra stagione per dimostrare di avere certi valori". Il direttore generale della Roma, Franco Baldini, torna a difendere il tecnico giallorosso dopo il pari con il Napoli nonostante i fischi volati dagli spalti.
Un successo che consente ai felsinei di mettere in cassaforte la salvezza; la squadra di Pioli raggiunge quota 45 punti, mentre si complica non poco la situazione del Genoa che resta a 36 punti e che oggi potrebbe essere superato dal Lecce al terzultimo posto.