Il ministro Fornero sulla riforma del lavoro

Vero che tagliamo garanzie ma l'art. 18 non è smantellato

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Il Governo non ha smantellato l'art. 18, l'obiettivo deve essere però quello di distribuire protezione su una platea più vasta di lavoratori. Questo in sintesi quanto affermato oggi dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervenuta a Torino ad un convegno organizzato da Udc su Welfare e crisi.

 
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Elsa Fornero

Elsa Fornero

Torino, 28-04-2012

Il Governo non ha smantellato l'art. 18, l'obiettivo deve essere però quello di distribuire protezione su una platea più vasta di lavoratori. Questo in sintesi quanto affermato oggi dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervenuta a Torino ad un convegno organizzato da Udc su Welfare e crisi.
A proposito dell'art. 18 il ministro Fornero ha osservato: "Forse è vero che stiamo togliendo qualcosa, stiamo togliendo una garanzia che attribuiva al giudice la possibilità di reintegrare il lavoratore licenziato". "Noi non abbiamo smantellato l'art. 18 ma abbiamo cercato di fare un ragionamento sul fatto che c'è un'area che fa impresa, che può avere in certi momenti un motivo economico vero per licenziare le persone e indennizzarle economicamente senza che intervenga il giudice che le fa reintegrare". Fornero ha spiegato che questo "non è sottrarre una protezione in quanto questa protezione era limitata ad una cittadella di lavoratori, ma i giovani ne sono in gran parte fuori, come anche le donne. Il nostro obiettivo - ha concluso - è distribuire meglio la protezione su una platea più vasta di lavoratori".

Separare assistenza e previdenza
''L'assistenza va separata dalla previdenza e va finanziata con tassazione progressiva'', ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero intervenendo a Torino al convegno 'La crisi uccidera' il welfare?' organizzato dall'Udc. "E' necessario - ha aggiunto il ministro - separare l'assistenza dalla previdenza. Il sistema di previdenza pubblico deve essere trasparente; prima che fosse introdotto il metodo contributivo non lo era e vi erano tanti privilegi. Se lo Stato pensa solamente a dare una pensione generosa a tutti, l'unico modo è la tassazione. Ma occuparsi di chi ha meno è compito dell'assistenza e questa la si fa pagandola con tasse che devono essere necessariamente progressive. I contributi versati sul lavoro, invece, sono proporzionali''. Secondo il ministro, ''questo è lo spirito della riforma delle pensioni che, con la sua durezza, incoraggia la trasparenza e il lavoro''.

 

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