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Netanyahu ha fatto sapere che il governo sta studiando modi "legali" per prevenire lo sfratto
Alcuni insediamenti ebraici in Cisgiordania
Gerusalemme, 24-04-2012
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu chiederà alla Corte suprema di rinviare lo sfratto di coloni ebrei che hanno costruito illegalmente cinque palazzi in Cisgiordania.
Lo anticipa oggi la stampa israeliana riprendendo dichiarazioni dello stesso Netanyahu alla radio.
Crisi di governo possibile
Netanyahu ha fatto sapere che il governo sta studiando modi "legali" per prevenire lo sfratto. La Corte ha deciso che gli edifici, dove abitano 30 famiglie, devono essere abbandonati entro il primo maggio perché sono stati costruiti su territori di proprietà di palestinesi. Non è chiaro se il tribunale approverà ora il rinvio. Alcuni membri della coalizione hanno minacciato di lasciare il governo se le case dei coloni saranno demolite.
L'Anp accusa Israele: non vuole la pace
La presidenza palestinese ha condannato in mattinata la decisione di Israele di legalizzare tre avamposti in Cisgiordania, indicandola come "una risposta" alla lettera del presidente Abu Mazen che chiedeva il congelamento delle colonie come condizione per riprendere i negoziati di pace.
Case abitate da centinaia di persone
Le comunità di Bruchin, Rechelim e Sansana sono nate negli anni '90. Bruchin ha 350 abitanti e sorge nel nord della Cisgiordania cosi' come Rechelim, dove vivono 240 coloni. Sansana, con 240 abitanti, si trova invece nel sud, vicino a Hebron. A differenza delle colonie, autorizzate dal governo israeliano nonostante siano ritenute illegali dalla comunità internazionale, gli avamposti israeliani non sono riconosciuti neppure dal governo di Israele in quanto non pianificati dalle autorità designate.
Fonti governative hanno sottolineato che la legalizzazione non muta "la realta' sul terreno, ne' comporta la creazione di nuovi insediamenti o un'espansione di quelli esistenti". Ma la Ong Peace Now ha criticato il governo israeliano, sostenendo
che "invece di puntare sulla pace, rende legali insediamenti che finora non lo erano".
Muro
Israele intanto comincia la settimana prossima a costruire un muro di 2 km lungo la
frontiera con il Libano all'altezza della località israeliana di Metulla. Il muro, alto 10 metri, mira a evitare le frizioni tra militari israeliani ed esercito libanese.
In gennaio l'esercito israeliano aveva annunciato il progetto, precisando che il muro dovra' proteggere gruppi di abitazioni, recentemente costruite a Metulla, dai tiri dei
cecchini in azione nel villaggio libanese di Kfar Kila, a un chilometro di distanza.
Madrid si è unita a Londra e Parigi per manifestare il "profondo malessere" per le decisioni assunte da Israele e ha convocato l'ambasciatore di Israele in Spagna. Netanyahu: "Israele continuerà a difendere i suoi interessi vitali, anche arrivando a sfidare la la pressione internazionale, non ci sarà alcun cambiamento nelle decisioni prese".
"In tre occasioni mi e' stato vietato l'ingresso in un paese", ha scritto Grass sulla Sueddeutsche Zeitung, citando la DDR, la ex Germania comunista, Myanmar e ora Israele
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la notizia nel blog di Luigia Sorrentino Poesia
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